Italia
Di Maio in corsa per il bis: uniti a sinistra contro i neofascisti
Il sindaco uscente ha presentato l’ampia coalizione con la quale tenterà di essere rieletto: il nostro è un laboratorio politico e di idee che fa da esempio
SAN GIULIANO. Indica nella deriva fascista il principale avversario da battere e nel neonato laboratorio politico di sinistra l’esempio da portare avanti con l’obiettivo di continuare a dare risposte alle esigenze e ai problemi dei cittadini. Sergio Di Maio, sindaco uscente di San Giuliano Terme, si ricandida a governare la cittadina termale. E lo fa con un’ampia coalizione di sinistra, centrosinistra ed esperienze civiche. Sono il Partito Democratico, Sinistra per San Giuliano, Impegno e solidarietà, L’altra San Giuliano, Democratici riformisti insieme per San Giuliano Terme e San Giuliano Terme Futura le forze che hanno aderito al progetto politico e al programma che porterà la coalizione a correre unita alle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio.
«Siamo riusciti in un’impresa storica», dice il sindaco uscente davanti ad un centinaio di persone che si sono accalcate al circolo Arci di Pappiana per la presentazione della coalizione. «Siamo riusciti a riunire tutte le forze e le anime di sinistra e di centrosinistra - prosegue visibilmente emozionato - ed a costruire un laboratorio politico e di idee che deve essere da esempio anche per gli altri territori. Un laboratorio politico ampio, plurale ed unito che pone le proprie fondamenta sui valori che hanno fatto la storia del nostro territorio: democrazia, pace, uguaglianza, diritti e solidarietà. Il nostro - aggiunge il sindaco uscente - è uno dei rari esempi in questa tornata elettorale in cui la sinistra corre unita e mette insieme le varie anime che la compongono grazie ad una discussione che va avanti da mesi». Un progetto che punta a governare per i prossimi cinque anni San Giuliano Terme e fare da argine a quella che Di Maio definisce una «deriva fascista».
«A Prato c’è stata la manifestazione di Forza Nuova: un evento vergognoso - prosegue il primo cittadino -. A pochi metri abbiamo invece un gazebo della Lega presidiato dalle forze dell’ordine. Invece del controllo del territorio, polizia e carabinieri devono presidiare i banchetti della Lega perché il partito dice che a San Giuliano Terme i suoi militanti sono stati aggrediti. Se cantare Bella Ciao significa aggredire, sono orgoglioso - aggiunge Di Maio - di cantare Bella Ciao».
Un laboratorio politico, quello della sinistra sangiulianese, che è riuscito a mettere insieme anche forze attualmente all’opposizione (L’altra San Giuliano ed Impegno e solidarietà).
«Abbiamo deciso di aderire a questo progetto - spiega Jacopo Cambi de L’altra San Giuliano - perché può e riuscirà a dare risposte alle esigenze ed ai problemi dei cittadini». Idee e valori comuni che convergeranno in un programma che sarà presentato nelle prossime settimane insieme alle liste ufficiali che compongono la coalizione. «Dopo mesi di intenso lavoro siamo riusciti a costruire una squadra che include anche esperienze associazionistiche di base profondamente legate al territorio», conclude il primo cittadino prima di recarsi al sacrario di Molina di Quosa che ricorda le vittime dell’eccidio della Romagna per rendere omaggio a chi «si è sacrificato per la nostra libertà». —
Danilo Renzullo
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