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Firmato il contratto per mettere in salvo il lago di Massaciuccoli

C.B.
Firmato il contratto per mettere in salvo il lago di Massaciuccoli

Gli enti locali hanno siglato il patto insieme alle associazioni Via a “tubino”, risaie ed impianti di depurazione naturale

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VECCHIANO. Al tavolo della Brilla c’erano tutti: i Comuni di Viareggio, Massarosa e Vecchiano, il Parco di San Rossore, il Consorzio di Bonifica, l’Autorità di Bacino e tutte le associazioni che hanno preso parte al processo del Contratto di Lago. Quasi due anni di riunioni e studi che hanno portato a redigere una sorta il protocollo d’intesa tra enti per salvare il lago di Massaciuccoli. Non si tratta semplicemente di un accordo che rimarrà sulla carta, ma di un programma che potrà veramente andare ad intervenire laddove c’è più bisogno. Non c’è una scadenza perché, come è comprensibile, le criticità di quelle acque non sono esattamente come fare un cantiere.

Il problema del lago è semplice: lentamente la vita all’interno dell’acqua lacustre si sta spegnendo. Tutto nasce dal fatto che il Massaciuccoli non ha emissari, non ci sono cioè fiumi che portino nuova acqua. A questo si aggiunge il fatto che, essendo zona depressa, spesso l’acqua di mare entra all’interno. Su questa situazione critica si inserisce l’azione dell’uomo: la bonifica e le coltivazioni. Si è creato dunque un fenomeno chiamato eutrofizzazione. Ed è proprio in questo contesto che arriva il Contratto di Lago. In campo interventi concreti: per esempio l’aumento della superficie dell’impianto di fitodepurazione di Vecchiano, il processo di pulizia delle acque attraverso la sintesi di piante specifiche, la previsione del famigerato tubino (chiamato nel progetto tubo.one.5) per il quale sono previsti 18 milioni di euro (già è stato specificato che i soldi avanzati dalla realizzazione verranno impiegati per finanziare azioni collaterali), arriverà poi la pulizia dei canali e delle vie dell’acqua che renderanno navigabili dei fossi, la creazione di due risaie sperimentali che serviranno a pulire letteralmente le acque contaminate. A tutto questo si aggiunge poi la “ri-inondazione” di territori ora destinati alla bonifica e la creazione nella zona di Montramito di una vera e propria area per il passeggio.

Ci sarà un’assemblea di bacino che comprenderà tutti gli enti che hanno partecipato al tavolo. Anche nella fase successiva alla sottoscrizione possono aderire nuovi soggetti sia pubblici che privati. —

C.B.

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