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La protesta del venerdì sulle orme di Greta partita in Italia da Pisa

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PISA. I “Fridays for future” e Pisa: una storia capace di contagiare tutto il resto d’Italia. Epicentro piazza XX Settembre: è qui che qualche mese fa sono cominciati i presidi per l’ambiente e il futuro. Erano i primi in Italia e, a dir la verità, erano anche poco frequentati. Poi da quattro sono diventati dieci, venti, cinquanta. E proprio in città, lo scorso 30 novembre è stato organizzato il primo sciopero per il clima che poi si è esteso in tutto il resto dello Stivale.

È quindi di marca pisana, almeno in Italia, l’idea di un movimento spontaneo (cresciuto soprattutto attraverso il passaparola via web e negli ambienti scolastici) che seguisse l’esempio di Greta Thunberg. La sedicenne svedese che la scorsa estate ha deciso di non stare ferma davanti all’anomala ondata di caldo e incendi boschivi che hanno interessato il Paese scandinavo. Il suo sciopero a scuola e la manifestazione davanti al parlamento svedese per convincere il governo a rispettare gli accordi di Parigi per la riduzione delle emissioni di carbonio è stata uno stimolo per un nuovo fervore ambientalista.

Sulle sue orme si sono mesi giovani, giovanissimi e meno giovani che guardano a un futuro a impatto zero, partendo da un presente in cui la consapevolezza e l’attenzione dei cittadini possono contribuire a costruire un domani “pulito”. A Pisa e, finalmente, non solo. —

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