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«Cambiamo il mondo, ma facciamolo in fretta»

Tommaso Silvi
«Cambiamo il mondo, ma facciamolo in fretta»

Anche a Pontedera studenti in piazza chiedendo rispetto per l’ambiente Abiti fatti con sacchi per l’immondizia e posate di plastica, canti e balli di gruppo

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PONTEDERA. Qualcuno non ha ancora 16 anni. Facce pulite, volti innocenti. Ma le idee chiarissime. “Non sono troppo piccolo per fare la differenza” c’è scritto su uno striscione che uno studente sventola fieramente in piazza Cavour, sotto Palazzo Stefanelli. Lì dove ieri mattina si sono ritrovati molti giovani della città per gridare a squarciagola il loro amore per l’ambiente e la loro voglia di cominciare a cambiare le cose.

«Il mutamento del clima è problema concreto per il nostro futuro. Siamo qui per dimostrare che siamo pronti a mettere tutto il nostro impegno per svegliare le istituzioni, affinché elaborino leggi ancora più efficaci per cambiare il nostro pianeta e renderlo migliore». Come una vera leader, Elena Pisciotta, studentessa della 1CL del Montale, ha tutti i compagni attorno e parla agitando le mani. Perché questa non è una protesta silenziosa. È fatta di adolescenti che davvero si sono stancati di vedere immagini di oceani pieni di bottiglie di plastica e di parchi inquinati da sacchi della spazzatura e mozziconi di sigaretta. «Anche i bicchieri di plastica sono riutilizzabili - prosegue - non importa gettarli via ogni volta che si usano. Se continuiamo a fare così finiremo sommersi dai rifiuti che noi stessi produciamo». Alcuni giovani in piazza sono vestiti con sacchi neri della spazzatura “rivisitati” in chiave modaiola, con bicchieri e posate a decorare “l’abito”. E poi c’è la musica, che trasforma in pochi secondi la manifestazione in una festa in cui tutti ballano, si stringono a cerchio e si muovo insieme. Uno spettacolo di sorrisi e colori.

Ma come si inizia a cambiare il mondo? Qual è il primo passo da compiere? «Si parte dalle cose più banali, come acqua, luce e riciclaggio. Senza dimenticare la raccolta differenziata. Ciò che consumiamo deve essere adeguatamente suddiviso quando divento un rifiuto», dice ancora Elena, la paladina del “green”, che conclude: «Non viene ancora fatto abbastanza per migliorare il Pianeta, si potrebbe fare di più, anche se a Pontedera il Comune è sensibile sul tema del rispetto per l’ambiente. Ma serve il massimo impegno. Da parte di tutti». —

Tommaso Silvi

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