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Due furti in tre giorni condannato a 8 mesi
pisa. Una condanna a 8 mesi al tunisino che voleva stare in carcere e aveva collezionato due arresti in pochi giorni.
È la pena inflitta ieri mattina dal giudice Luca Salutini a Karim Bhari, 24 anni, fermato nei giorni scorsi in Corso Italia per il furto di un paio di pantaloni. Il giudice ha confermato il carcere per l’immigrato, difeso dall’avvocato Tommaso Azzaro, revocando anche una sospensione condizionale per una precedente pena.
Il commesso di Aw Lab dopo aver capito che il cliente era un taccheggiatore maldestro è uscito in strada richiamando l’attenzione delle volanti di passaggio. Quel giovane sbandato era il tunisino che domenica era già stato bloccato per aver rubato di abbigliamento nel negozio Scout in via Garofani.
Lunedì Bahri era tornato in libertà, nonostante avesse chiesto al giudice di stare in carcere, con l’obbligo di firma giornaliero in questura. Una prescrizione disattesa fin al primo giorno. Non solo. Il mercoledì pomeriggio era entrato nel negozio di Corso Italia e aveva chiesto tre paia di pantaloni. Poi nel camerino un paio se li era infilati sotto i suoi dopo aver staccato la placca antitaccheggio e aveva restituito gli altri due. I commessi non l’avevano bevuta. E si erano rivolti alla polizia.
Arrestato in flagranza. L’imputato aveva ammesso tutto ribadendo che lui a firmare in questura non ci voleva proprio andare. Meglio il carcere. Tra la recidiva per i furti e la violazione dell’obbligo di firma, il giudice aveva avuto elementi validi per “accontentarlo” disponendo la custodia in cella in attesa del dibattimento. E Bhari lo aveva ringraziato. Non ha avuto le stesse parole di apprezzamento quando è stato condannato rimanendo anche in cella. —
P.B.
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