Meno radiazioni e tempi d’esame più rapidi con la Gamma camera più moderna d’Italia
La nuova strumentazione diagnostica in uso alla fondazione “G. Monasterio” ha un valore che sfiora il milione di euro
Meno radiazioni su paziente e medico, tempistica dell’esame ridotta, meno scorie radiattive nell’ambiente e un’accuratezza di acquisizione di immagini di altissima risoluzione. È la frontiera della medicina nucleare che la Fondazione toscana “G. Monasterio” sposta verso il futuro, un futuro già sperimentato dai pazienti che ne hanno già beneficiato per accertamenti oncologici, patologie neurologiche, pneumologiche e neuroendocrine.
La nuova strumentazione “Gamma Camera Czt-Ct” è unica in Italia e in Europa. Ce ne sono solo altre due in Belgio ed in Olanda. Il costo si aggira intorno ai 900mila euro. Alessia Gimelli responsabile della cardiologia nucleare della fondazione precisa: «Lo scopo è la riduzione dell’esposizione alle radiazioni di pazienti che spesso sono già compromessi o che vivono condizioni di fragilità della propria salute. Con questa apparecchiatura si possono ridurre i tempi della durata della prestazione passando, per alcune tipologie di esami, dai 20 minuti ai sette».
Inoltre, con questa apparecchiatura si diminuiscono le scorie radioattive. La Gamma Camera è dotata di una tecnologia che consente di ottenere una risoluzione spaziale inferiore a 4 mm, una riduzione delle dosi di radiotraccianti nel paziente fino al 50% ed una velocità esecutiva 1.5 volte maggiore.
L’assessore regionale Stefania Saccardi commenta: «La Regione ha investito ed investirà affinché la fondazione possa mantenere le sue caratteristiche di pioniere dell’innovazione clinica nelle patologie cardiopolmonari. Non dimentichiamo il valore aggiunto che si concretizza qui a Pisa, e cioè l’importante collaborazione con le altre istituzioni sanitarie presenti sul territorio, che rende possibile garantire una ricerca ed una assistenza ai massimi livelli. Infatti, nelle due sedi di Pisa e Massa, si assicurano i migliori standard, grazie al continuo aggiornamento tecnologico, di procedure, tecniche e delle competenze professionali. La Regione è contenta di questa area, del Cnr e della Fondazione perché qui si coniuga ricerca, formazione e cura. Un esempio per l’intera sanità nazionale».
Erano presenti anche Tullio Pozzan, direttore del Dipartimento scienze biomediche del Cnr, e il direttore generale della Fondazione “G. Monasterio” Luciano Ciucci. «La presenza di apparecchiature per imaging avanzato caratterizza da sempre la Fondazione – ha proseguito Ciucci – e proprio al Cnr, fu installata la prima risonanza magnetica per scopi cardiologici alla fine degli anni novanta. Quelle che inauguriamo ufficialmente oggi (ieri, ndr) sono apparecchiature innovative, destinate a rendere possibili studi avanzati e ricerche per il progresso della diagnostica, grazie soprattutto alla passione e multidisciplinarietà dei nostri ricercatori clinici, ingegneri, e fisici. La ricerca infatti, per sua natura unisce, mette a fattore comune su un progetto, professionalità e competenze spesso diverse e complementari ed anche appartenenti ad enti diversi».
«La medicina nucleare e la Fondazione Monasterio – interviene Pozzan – sono un binomio di continuità storica dato che proprio a Pisa, prese l’avvio degli studi degli isotopi in medicina, grazie a Luigi Donato già presidente del Cnr pisano. Proprio Donato, nell’ambito dello Ifc-Cnr creò il primo gruppo italiano che si occupava di ricerca e clinica con i radioisotopi ed installò la prima Gamma Camera, il primo ciclotrone, la prima Pet».
Erano presenti anche il presidente del Cnr pisano, Domenico Laforenza e il responsabile di Medicina nucleare della fondazione, Paolo Marzullo. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
