Il Tirreno

Pisa

L’allarme 

«Il cantiere sull’Aurelia può cancellare pezzi importanti di storia»

G.B.
«Il cantiere sull’Aurelia può cancellare pezzi importanti di storia»

Giovanni Fascetti denuncia: i lavori nell’area del Consorzio  agrario possono distruggere reperti archeologici

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Pisa. «Sono intervenuto già in passato. E con la mia denuncia ho salvato importanti reperti storici. Ora lancio di nuovo l’allarme: il cantiere nell’area del Consorzio agrario potrebbe cancellare pezzi importanti di storia della città». È questo l’allarme lanciato dallo storico Giovanni Fascetti per il cantiere per la costruzione di un supermercato della Lidl lungo l’Aurelia. Quella all’altezza di Barbaricina è, denuncia lo storico «una zona che potrebbe rivelare parte del passato della città e che potrebbe essere compresa nell’area di vincolo archeologico lungo una fascia di alcune centinaia di metri dalle mura urbiche».

«Lungo il corso del Serchio che scendeva a congiungersi con l’Arno si addensarono i primi villaggi villanoviano proto etruschi – spiega quindi lo storico –. Promuovendo anni or sono il fermo dei lavori al sottopasso di via Gabba e, di conseguenza, a quello di via della Cascine, siamo riusciti a portare alla luce il porto delle navi antiche nel proseguo dei lavori intorno alla stazione ferroviaria di Pisa-San Rossore».

«Questa area – aggiunge ancora Giovanni Fascetti – tra la stazione Pisa San Rossore e l’Arno è stata per secoli il punto di incontro tra naviganti di tutto il Mediterraneo e la comunità pisana e proprio qui, nel XI secolo, si insediarono anche i Poveri Cavalieri di Cristo del Tempio del Re Salomone, ovvero i Templari, creando la loro Magione e la Cappella di Santa Sofia di Barbaricina; di queste strutture si è persa la traccia».

A Fascetti si deve l’individuazione e il recupero di un centinaio di monumenti funerari etruschi, il più bello dei quali è stato esposto al Museo archeologico di Firenze. «L’augurio - conclude lo storico - è proprio che non si ripeta quanto è acceduto in via Abba allorché, pur essendo vani i miei tentativi di controllo sul cantiere di costruzione di alcuni palazzi, riuscii a far intervenire l’Arma dei Carabinieri prima che tutta l’area fosse sbancata, salvando così i residui reperti di grande importanza: circa duecento tombe romane del IV secolo ed un trentina di tombe villanoviane che ci rappresentano la fase in cui ebbe la nostra città stava nascendo». —

G.B.

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