Il Tirreno

Pisa

A DIFESA DELLA NATURA

I piccoli proprietari terrieri insieme nella prima "Comunità del bosco"

Carlo Palotti
I promotori della costituzione della "Comunità del bosco"
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I promotori della costituzione della "Comunità del bosco"

Calci, attivato un percorso di collaborazione con le istituzioni per riprendere in mano la gestione del patrimonio ambientale

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CALCI. È nata ieri la prima “Comunità del bosco” toscana. O almeno, dopo la firma apposta al protocollo d’intesa dai sindaci dei Comuni che toccano il Monte Pisano (Calci, Vicopisano, Buti, Vecchiano e San Giuliano Terme), dall’Unione montana dell’Alta Valdicecina e dalla Regione Toscana, durante il prossimo anno si provvederà a farla nascere. Con un incontro al teatro della Valgraziosa a Calci, cui hanno partecipato anche il governatore della Toscana Enrico Rossi e l’assessore regionale all’ambiente Marco Remaschi, il progetto è stato presentato in ogni suo aspetto. I boschi del Monte Pisano sono in larga parte frazionati in piccole o piccolissime proprietà, e la loro frammentazione, dato anche l’abbandono progressivo delle superfici forestali, ha creato nel tempo tutte le condizioni favorevoli per il ripetersi degli incendi degli ultimi mesi. Il Monte Pisano, martoriato dalle fiamme lo scorso settembre e poche settimane fa, quando il fuoco bruciò circa 230 ettari di bosco nel comune di Vicopisano, diventa così il banco di prova di un nuovo modo di guardare al “monte”. Non più e non solo come ad una spesa, ma anche come ad una risorsa ambientale, turistica ed economica.

Recepita la nuova normativa in ambito forestale (la legge regionale 39/200), la Regione Toscana ha quindi fatto un ulteriore passo in avanti, e ha promosso la prima “Comunità del bosco” della Toscana: un ente che nasce con l’obiettivo di “avviare un processo partecipativo tra enti pubblici e soggetti privati al fine di far crescere sul territorio la presa di coscienza e coinvolgere la collettività nella gestione attiva del patrimonio boschivo, per avviare processi di recupero e miglioramento ecologico, oltre che prevenire il dissesto idrogeologico e gli incendi boschivi”. Ma la “Comunità del bosco” - come ha spiegato Sandro Pieroni, dirigente della forestazione della Regione - «prima di tutto è un fatto culturale. Bisogna avere una mentalità aperta e cercare di superare le criticità di gestione legate all’estremo frazionamento delle superfici forestali. Il tutto in un percorso che metterà insieme piccoli e piccolissimi proprietari, in collaborazione con le istituzioni locali e con tutti coloro che possono avere interesse nella gestione del bosco». Il problema principale deriva dall’insostenibilità economica dei piccoli appezzamenti. «I proprietari – ha concluso Pieroni – a volte dispersi, lontani dal terreno, non curano e gestiscono a dovere la proprietà, proprio perché ci rimettono dei soldi. La “Comunità del bosco”, prima esperienza di questo genere in Toscana, sarà un’associazione semplice tra proprietari che decidono di mettersi insieme e avviare delle iniziative volte a risolvere il problema e a rendere sostenibili economicamente le superfici di bosco che mettono a disposizione».

L’incontro di Calci è stato anche l’occasione per presentare i dati relativi agli interventi post-incendio, attuati per la messa in sicurezza del Monte Pisano. «È stato un intervento straordinario – ha detto Enrico Rossi – fatto prima di tutto dai lavoratori, che hanno risistemato circa 200 chilometri di griglie di contenimento e regimazione delle acque, e portato via tutto il legname bruciato». Secondo Rossi sussistono le condizioni affinché il bosco del Monte Pisano si riprenda: «Ora procederemo – ha aggiunto – con gli interventi di selezione della crescita, per impedire che non sia disordinata. Abbiamo speso (1,5 milioni di euro, ndr) e adesso, data anche l’esperienza acquisita qui a Calci, sentiamo il dovere d’intervenire anche per Vicopisano e la Lunigiana».

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