Italia
«I test fisici per future vigilesse sono utili, altro che discrimine»
C’è chi difende i criteri del concorso a cui sono state bocciate 24 donne «In città complesse come Pisa, gli agenti sono impegnati in attività rischiose»
PISA. «Le prove fisiche discriminano le donne? Macché, semmai le tutelano». Il concorso bandito da Palazzo Gambacorti per l’assunzione di tre agenti di polizia municipale continua a far discutere. Le prove fisiche (corsa su un circuito di 1.000 metri e sollevamenti alla sbarra) introdotte per la prima volta dalla giunta del sindaco Michele Conti in un iter concorsuale, divide gli aspiranti agenti.
Da una parte chi punta il dito contro quello che alcune candidate escluse dal concorso hanno definito «un requisito discriminante verso il sesso femminile (su 24 donne che hanno superato le preselezioni e la prova scritta, solo in tre sono riuscite a superare lo scoglio delle prove fisiche, ndr) e un inutile criterio per valutare i partecipanti». Dall’altro chi invece difende la scelta del Comune. «Non sono un’atleta, né ho una preparazione fisica particolare – evidenzia una delle tre aspiranti vigilesse che hanno superato il “test” in palestra accendendo alla prova orale, l’ultima prevista dal bando – Sono stati giustamente previsti parametri di valutazione differenti tra uomini e donne e per superare le prove erano necessarie solo volontà e determinazione. È quindi ingiusta l’accusa di discriminazione verso le donne».
«Anzi – prosegue l’aspirante vigilessa, che chiede l’anonimato – i requisiti richiesti dal concorso tutelano le donne. Tutti pensano che gli agenti di polizia municipale siano semplici dipendenti comunali o addetti a regolare il traffico e a fare le multe, ma non è così – continua la donna – Il moderno vigile ha tante competenze ed ha anche funzioni di polizia giudiziaria. In città complesse, come ad esempio Pisa, i vigili urbani sono impegnati anche in attività rischiose in cui può risultare fondamentale una determinata preparazione, anche fisica».
Secondo la candidata al concorso, «gli uomini, a differenza delle donne, sono per natura più capaci di affrontare situazioni pericolose. Chiedere quindi determinati requisiti fisici può essere un fattore di tutela personale per le future vigilesse che saranno impiegate in situazioni che potrebbero risultare o trasformarsi in pericolose».
Con il concorso bandito lo scorso settembre per l’assunzione immediata di tre agenti e la formazione di una graduatoria da cui attingere una trentina di nuovi vigili entro il 2020, il Comune di Pisa ha introdotto per la prima volta le prove fisiche per valutare i candidati, adeguandosi ai criteri previsti dagli iter concorsuali di molte altre città italiane (Genova e Firenze, principalmente).
Test che ha decimato la lunga lista di candidati, escludendo la maggior parte delle donne partecipanti. «È un criterio utile, volto alla salvaguardia delle donne», prova a spegnere le polemiche l’aspirante vigilessa. —
Danilo Renzullo
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