Il Tirreno

Pisa

fiducia tradita e patrimonio in fumo 

Spariti 300mila euro di risparmi, promotore assolto dall'accusa di truffa

Pietro Barghigiani
Spariti 300mila euro di risparmi, promotore assolto dall'accusa di truffa

La vittima è un pensionato che da anni affidava i suoi soldi al professionista In un altro procedimento lo accusa anche di appropriazione indebita di un orologio

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PISA. Una fiducia tradita. E i risparmi accantonati con anni di fatica spariti attraverso una spoliazione lenta e segreta emersa nella sua irreversibilità quando ormai non c’era più niente da salvare. Una di quelle storie di rapporti professionali, ai quali non è estranea pure l’amicizia, inquinati dall’inganno sarà rivissuta in un’aula di Tribunale con il processo per truffa aggravata contro un promotore finanziario.

Nicola Lippi, 46 anni, di Tirrenia, è accusato dalla Procura - citazione diretta a giudizio - di aver dilapidato il patrimonio di un pensionato 77enne di Vicopisano. L’anziano si è affidato all’avvocato Ernesto Marinucci per una tutela legale che in Tribunale si trasformerà in una costituzione di parte civile. La vicenda ripercorre con un copione già letto infinite volte le disavventure di chi affida i propri risparmi a un professionista degli investimenti e poi si ritrova senza un euro. Nel caso che finirà davanti al giudice il 77enne di Vicopisano ha perso oltre 300mila euro. Un tesoretto svanito nel corso degli anni attraverso una serie di stratagemmi che per l’accusa non solo sono serviti a drenare soldi all’insaputa del cliente, ma la cui architettura raffinata è servita a tenerlo all’oscuro per un lungo periodo della truffa. I prospetti di investimento taroccati, la contabilità occulta. Le rassicurazioni sull’andamento proficuo di operazioni nelle quali il pensionato credeva perché gliele aveva consigliate il suo promotore finanziario. Per anni si era fidato di lui. Un castello di sabbia sgretolato quando il risparmiatore si è reso conto che i soldi consegnati a Lippi non solo non tornavano indietro, ma erano proprio spariti. Di qui la querela per truffa aggravata che in Tribunale ha avuto un antipasto del filone laterale con l’accusa di appropriazione indebita. Lo ha raccontato in aula il 77enne.

«Un giorno in banca vidi che Lippi aveva al polso un Rolex – ha ricordato –. Eravamo in confidenza. Così gli disssi che anch’io avevo un orologio di pregio, ma era rotto e non lo portavo perché mi avevano fatto un preventivo di 800 euro per ripararlo. Allora lui mi disse: “Ho un cliente che ha due gioiellerie a Pisa. Dammelo che te lo faccio aggiustare gratis”. Io glielo portai e dopo un paio di mesi gli chiesi che fine aveva fatto. Lui mi rispose che gli avevano chiesto 350 euro. Non intendevo spendere quei soldi e così gli dissi di riportarmelo. A quel punto mi rispose con un ghigno: “Te l’ho venduto”. Non ci volevo credere. Andai nelle gioiellerie che mi aveva indicato ed entrambe riferirono di non conoscere Lippi, né di aver ricevuto da lui un orologio da riparare. Troncai ogni rapporto con Lippi. Non era niente rispetto a quello che poi sarebbe successo con i risparmi». —

In una nota l'avvocato Lorenzo Gremigni Francini scrive: "La sentenza depositata dal Tribunale di Pisa il 12 settembre 2022 ha dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti del sig. Lippi Nicola".
 

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