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Pisa

bancarellai in piazza dei miracoli 

Confesercenti agli intellettuali: «Zero soluzioni per le aziende»

Confesercenti agli intellettuali: «Zero soluzioni per le aziende»

Risposta dopo la richiesta di non far tornare i commercianti all’ombra della Torre «Ci aspettavamo un atteggiamento per salvaguardare l’area e i commercianti»

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PISA. «Mai messo in discussione il futuro, la sopravvivenza dei bancarellai del Duomo a scapito del riconoscimento della stessa piazza come patrimonio Unesco. Così come mai messo in discussione quel prezioso riconoscimento a scapito della sopravvivenza delle attività commerciali, finora ancora legittimate a richiedere la loro originaria collocazione in piazza. Mai passata per la nostra mente una qualsiasi di queste due ipotesi e ci sembra strano che qualcuno possa immaginare che la soluzione del problema si ottenga solo attraverso il sacrificio di una delle due». Confesercentidell’Area pisana risponde così agli intellettuali pisani, promotori di una raccolta firme per non far tornare i bancarellai in piazza dei Miracoli.

«Tutto inizia nel momento in cui, per la prima volta a Pisa si insedia una giunta della “società civile” presieduta da un sindaco, il compianto Piero Floriani, che, quando già alla piazza era stato assegnato il riconoscimento Unesco sicuramente sapeva ben interpretare le aspettative dei tutori della cultura nella nostra città. E le interpretò talmente bene che nessuno contestò gli atti con cui si dette seguito ai lavori della conferenza dei servizi per la soluzione del problema. Questo lo dovrebbe sapere, primo fra tutti, l’ex assessore Pier Luigi D’Amico che con Floriani condivise gli anni di governo della città. Proprio in quegli anni la vicenda delle bancarelle – dicono ancora da Confesercenti – dopo aver subito il peggiore e violento attacco da parte della Soprintendenza, della Procura e di tanti altri ancora, ebbe una svolta grazie proprio alla nostra proposta accolta dalla giunta, una soluzione che abbiamo più volte riproposto anche in questi lunghissimi cinque anni e che prevedeva lo spostamento temporaneo all’interno dell’ospedale dietro il muro che lo divide da piazza dei Miracoli, il famoso progetto Re».

Gli esponenti di Confesercenti aggiungono che si sarebbero aspettati da coloro che sono contrari al rientro delle bancarelle «un atteggiamento come quello che consentì oltre venti anni fa di individuare il giusto percorso: sforzarsi di garantire il rispetto del sito senza apportare conseguenze disastrose a 44 piccole aziende commerciali».

La conclusione dell’associazione di categoria è: «Basterebbe, dato che si è richiamato anche il contenuto della direttiva Ornaghi del 2012, non dimenticarsi le raccomandazioni che lo stesso ministro rivolgeva agli organi periferici: “che siffatti apprezzamenti tecnico-discrezionali dovranno, naturalmente, obbedire ai fondamentali principi di ragionevolezza e di proporzionalità”. Tutte cose, la ragionevolezza e la proporzionalità, che riteniamo non siano mai state messe a base dei lavori del comitato interistituzionale per il decoro e meno che mai dagli intellettuali che non accompagnano la loro richiesta con nessuna proposta tesa a salvaguardale le aziende e quelle famiglie».

Dopo gli anni della giunta Floriani, sottolineano da Confesercenti, «forse abbiamo nuovamente trovato da parte del sindaco Michele Conti quella stessa sensibilità. E questo ci basta per sperare in una soluzione soddisfacente per tutti. Quella soluzione per la quale ci siamo sempre battuti da oltre vent’anni». —

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