Intanto i Caf registrano il record di richieste per calcolare l’Isee
Da giorni gli interessati affollano gli uffici per concretizzare uno dei primi passaggi previsti dalle procedure
PISA. La corsa per cercare di ottenere il reddito di cittadinanza si è concretizzata per il momento in un record di emissioni di dichiarazioni Isee che, in massa, gli utenti hanno richiesto ai Centri di assistenza fiscale (Caf). I dati parziali parlano di un incremento esponenziale di certificazioni stampate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (gennaio-febbraio).
Migliaia e migliaia quelle già sottoscritte tra Pisa e provincia.
È l’effetto reddito cittadinanza che ha spinto tanti aspiranti al sussidio a recarsi ai Caf per chiedere informazioni e materializzare uno dei primi passaggi chiesti dalla manovra: il calcolo dell’Isee. Un primo scoglio, quello dell’indicatore della situazione economica equivalente, che secondo i requisiti richiesti dal reddito di cittadinanza deve risultare inferiore ai 9.360 euro annui, “superato” secondo i Caf da quasi il 40% dell’utenza che ha richiesto l’Isee. Migliaia di potenziali beneficiari tra Pisa e provincia che, se in possesso anche degli altri requisiti, dalla prossima settimana possono depositare la richiesta di accesso al sussidio economico.
Oltre 8.000, nelle ultime settimane, le dichiarazioni emesse dai centri di assistenza fiscale della Cgil in provincia di Pisa. Un incremento di quasi il 10% di accessi in più rispetto allo scorso anno, raddoppiato (20%) per quanto riguarda le dichiarazioni chieste ai Caf della Cisl (oltre 2.200). Quasi 300 in più quelle emesse dagli sportelli Acli, che dallo scorso gennaio ne ha “stampate” 2.811. Circa il 40%, secondo alcuni parziali calcoli, potrebbe avviare le pratiche per chiedere il reddito di cittadinanza, almeno sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente.
Parallelamente i Caf stanno riorganizzando i servizi in vista di un incremento di accessi. Oltre agli uffici postali e ad un sito web dedicato, i richiedenti potranno infatti rivolgersi anche ai Centri di assistenza fiscale per presentare la domanda di accesso al sussidio, anche se il via libera dall’Inps non è ancora arrivato (nei prossimi giorni l’istituto previdenziale dovrebbe firmare una convenzione a livello nazionale con i Caf).
Per i richiedenti non basta però compilare e presentare il modulo. La richiesta verrà poi analizzata dall’Inps che contatterà gli idonei.
A quel punto, entro 30 giorni dall’avviso, l’utente dovrà recarsi al centro per l’impiego e stipulare il “patto per il lavoro” che darà accesso al sussidio economico e ad un percorso finalizzato alla formazione e alla ricerca “assistita” di un impiego. —
D.R.
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