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Annullato l'esito della gara da 430 milioni per il nuovo Santa Chiara a Cisanello
Il Tar ha accolto i ricorsi incrociati della Pessina Costruzioni e anche della Inso
PISA. L'esito della gara d’appalto con base d’asta da 430 milioni di euro per il Nuovo Santa Chiara a Cisanello è stato annullato. Il Tar ha accolto il ricorso principale della Pessina Costruzioni contro l’aggiudicazione provvisoria alla Inso e anche il ricorso incidentale della Inso. L'effetto della decisione dei giudici amministrativi è quello estromettere entambe le società dalla costruzione del policlinico con ambizioni di centro di eccellenza europea. Il ricorso riguardava la Inso (galassia Condotte Spa in concordato preventivo) e l’Azienda ospedaliera assistita dall’avvocato Giuseppe Toscano.
Nell’impugnazione presentata dalla Pessina Costruzioni non veniva contesta irregolarità o errori su bando e capitolato. Le eccezioni sollevate riguardavano la valutazione su alcuni criteri che hanno poi portato al punteggio più alto per Inso. Uno di questi è il soggetto di Real Estate che dovrà valorizzare il patrimonio del Santa Chiara trasformato secondo il piano Chipperfield. Il curriculum dei soggetti inseriti nel piano era uno dei temi divergenti. Sono alcune dichiarazioni della Inso ritenute dal Tar non veritiere ad aver inficiato l’aggiudicazione.
Scrive il Tar: «L’esposizione della ricorrente prosegue nell’elencare le discrepanze tra quanto enunciato e quanto rilevabile obiettivamente da altre fonti ufficiale, ma quanto esposto appare sufficiente a ritenere provata l’affermazione in ordine alla non veridicità delle dichiarazioni rese (da Inso, ndr) la cui rilevanza è del tutto evidente trattandosi di elementi quantitativi sui quali la commissione si è basata nell’assegnazione dei relativi punteggi. Né a sminuire la portata del mendacio (o comunque della negligenza con la quale tali dati sono stati esposti negli atti di gara) vale la circostanza che la Stazione appaltante si era riservata di verificare la veridicità dei fatti dichiarati, verifica che, peraltro, ha comportato la totale o parziale conferma delle tesi della ricorrente». Per i giudici «tale prerogativa costituisce l’esercizio di doveroso riscontro da parte dell’amministrazione delle dichiarazioni di parte, in ossequio a scontati principi di imparzialità, tutela della par condicio e trasparenza, ma non comporta per questo che ciascun concorrente possa sentirsi svincolato dall’obbligo di fornire alla stazione appaltante informazioni veritiere. L’impresa partecipante alla gara è tenuta a dichiarare esattamente il possesso dei requisiti di partecipazione alla gara e, quando, come nel caso in esame, si tratti di elementi autodichiarati attinenti al contenuto dell’offerta, non suscettibili di opinabili valutazioni, bensì fatti oggettivamente riscontrabili, è onerata di rendere dichiarazioni conformi al vero».
Per il completamento dell’ospedale di Cisanello, che accoglierà i reparti rimasti al Santa Chiara, è prevista la costruzione di edifici a uso sanitario e didattico da realizzare in quattro anni per un totale di 642 posti letto che si aggiungeranno ai 1.100 attuali (252 milioni di euro). Prevista anche la gestione e la manutenzione per nove anni sia dei nuovi edifici che di quelli precedenti e le operazioni di trasferimento dei reparti dal Santa Chiara a Cisanello per un costo di 430 milioni di euro. L’aggiudicatario dovrà, inoltre, acquistare (120 milioni di euro) e alla valorizzazione immobiliare dell’ex Santa Chiara secondo il piano Chipperfield. —
Pietro Barghigiani
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