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Naldi: entro l’estate via ai lavori per il maxi terminal del Galilei

Francesco Loi
Naldi: entro l’estate via ai lavori per il maxi terminal del Galilei

Il vicepresidente della società: rinnovato il contratto con Ryanair a cui diamo 14 milioni di euro l’anno. Presto un piano per mettere al sicuro il People Mover

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PISA. «Spero che il problema del dualismo tra Pisa e Firenze sia finito o che finisca. Il sistema aeroportuale è un gioiello che consente di muoversi nel rispetto sia della crescita del Galilei che dello sviluppo di Firenze, portando più passeggeri ad entrambi gli scali e alla Toscana. Pisa ha una prevalenza di destinazioni e continuerà ad averla». L’ingegner Roberto Naldi, vicepresidente di Toscana Aeroporti, muove il mouse e fa i cerchi sulle slide proiettate sul maxi schermo della Sala delle Baleari. L’uomo forte di Corporacion America, azionista di maggioranza della società degli aeroporti toscani, in consiglio comunale disegna lo scenario in cui si collocano presente e futuro del Galilei, risponde alle domande e ribatte alle contestazioni. Al fianco di Naldi, il direttore centrale vigilanza tecnica di Enac, Roberto Vergari; e il direttore aeroportuale Toscana di Enac, Fabiola Cardea.

«Se siamo ritardo con i programmi di sviluppo del Galilei? Relativamente - dice il vicepresidente di Toscana Aeroporti -. Ricordo che la conferenza dei servizi per la conformità urbanistica si è conclusa nell’ottobre 2017, ma nel frattempo ci siamo mossi per fare a Pisa un grande aeroporto internazionale da sette milioni di passeggeri. Da quando gestiamo Toscana Aeroporti abbiamo aumentato di oltre un milione il numero di passeggeri. Nessun volo è stato portato via come si diceva, semmai qualcuno è stato trasferito da Firenze a qui».

Naldi conferma che «un mese fa è stato firmato un nuovo contratto di cinque anni con Ryanair, che genera il 65% dei passeggeri low cost totali al Galilei», attraverso l’erogazione di un «contributo marketing annuo» alla compagnia irlandese «di 14 milioni di euro». Ed incrocia le dita «per l’apertura di un fronte importante con la Cina che presto potremo annunciare», oltre «a lavorare per un volo su New York».

Il punto centrale restano i lavori per il potenziamento del terminal dell’aeroporto pisano, il cui avvio è stato più volte annunciato, ma ancora non si è realizzato, tanto da legare il rallentamento alle incertezze relative alla nuova pista per Firenze. «I lavori per il terminal inizieranno entro e non oltre l’estate 2019 - dice Naldi -. Per la prima fase, da 43 milioni di euro di investimento ed aumento delle superfici del 50%, serviranno quasi tre anni». Ma lo sviluppo del Galilei resta legato a filo doppio alla possibilità o meno di allargarsi negli spazi dell’aeroporto militare. «L’interlocuzione con Enac e l’Aeronautica militare è in corso - spiega il vicepresidente di Toscana Aeroporti - e punta ad ottenere nuovi spazi aerei e 3-4 piazzole in più da destinare ai voli intercontinentali. Faccio un esempio concreto: Ryanair ci ha chiesto formalmente di poter mettere a Pisa una sua base di manutenzione, che significa anche posti di lavoro. Gli spazi in più sarebbero necessari anche per questo. Noi siamo pronti a fare gli investimenti che servono, ma la palla è in mano ad Enac».

Riguardo ai piani di sviluppo, Naldi stoppa qualsiasi ipotesi su una terza pista al Galilei: «Abbiamo i progetti, ma è un qualcosa che non ha senso rispetto ai programmi di crescita. I sette milioni di passeggeri, e magari anche di più, si possono raggiungere anche solo con una migliore distribuzione dello spazio aereo».

Questione People Mover e conti in rosso. «Per noi è essenziale mantenere inalterata la qualità del servizio per i passeggeri. Aggiungo anche che gli utenti dei bus privati sono ormai 260mila l’anno e non 700mila come si diceva. Questo significa che le persone hanno cominciato a fare altre scelte, forse il treno. Entro un mese presenteremo all’amministrazione comunale una proposta per risolvere definitivamente il problema del People Mover, che per noi è uno strumento fondamentale, mai messo in discussione». L’idea sarebbe quella, da parte di Toscana Aeroporti, di rilevare la gestione della navetta e dei parcheggi scambiatori».

L’auspicio di Naldi è che ora «le Ferrovie possano dare una prospettiva di miglioramento della qualità del servizio, oltre che un aumento delle frequenze. L’importante è che i passeggeri si sentano sicuri: siamo disponibili a compartecipare per mettere un paio di steward sui treni in determinate fasce orarie».

Il problema del rumore degli aerei sulla città: «È in fase di conclusione uno studio importante per arrivare ad un piano di riduzione del rumore. Una delle misure - anticipa Naldi - consiste nell’eliminazione dei decolli in direzione della città in alcuni orari notturni e al mattino presto. L’altro intervento sarebbe quello del monitoraggio del rispetto delle procedure di decollo da parte dei piloti con relative sanzioni nei casi di inosservanza. Ma questo è un compito che non spetta alla nostra città. Queste due misure risolverebbero il problema». —

Francesco Loi

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