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Chirurgo della mano accusato di lesioni su bimbo di 18 mesi
PISA. Operato a una mano per risolvere un piccolo problema, un bimbo all’epoca di un anno e mezzo, riportò lesioni al tendine di un mignolo con postumi permanenti. Di qui la denuncia dei genitori per lesioni colpose contro il chirurgo di Cisanello che lo aveva operato.
Il caso è finito davanti al gip Pietro Murano che ieri ha ascoltato le richieste di accusa, difesa e parte civile rappresentata dal professor Carlo Taormina, già esponente di governo ai tempi di Berlusconi e protagonista di processi di richiamo nazionale, uno su tutti quello di Cogne quando difendeva Annamaria Franzoni accusata di aver ucciso il figlio di tre anni Samuele.
Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha chiesto l’archiviazione per il chirurgo della mano in servizio a Cisanello al momento di operare nel 2017 il bimbo, residente a Roma.
Alla richiesta di chiudere il caso si sono opposti i genitori del piccolo affidandosi al professor Taormina che ieri in aula ha ribadito la necessità di un processo, citando varie consulenze, per stabilire la responsabilità penale del medico difeso dall’avvocato Patrizio Pugliese.
Il legale del chirurgo ha ricordato l’esito della consulenza su cui è basata anche la richiesta di archiviazione depositata dalla Procura per poi concludere il suo intervento associandosi all’istanza dell’accusa.
Il gip ha sentito le parti e si è riservato la decisione che verrà sciolta nei prossimi giorni. Archiviazione, supplemento di indagini o imputazione coatta per il chirurgo sono le ipotesi in ballo. —
P.B.
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