Meteo
Legambiente dice no al mercato coperto nell’ex stazione
Appello dell’associazione “Ditangointango”: «Per i nostri eventi internazionali non c’è un’altra sede adatta»
pisa. «La Leopolda non può essere un ennesimo luogo dedicato al commercio». Lo dice a chiare lettere Legambiente Pisa che interviene nel dibattito innescato alcuni giorni fa dalla proposta del sindaco di Pisa, Michele Conti, di fare della ex stazione un mercato coperto. Una ipotesi che preoccupa diverse associazioni in città, a cominciare da quelle che operano all’interno della stazione.
Legambiente ricorda come, nel 2012, a fronte della volontà dell’allora amministrazione comunale di «modificare i canoni degli spazi di sua proprietà, imponendo condizioni economiche tali da non favorire l’associazionismo, Legambiente Pisa e La Casa della Donna abbandonarono l’esperienza». Ciò detto l’alternativa proposta dall’amministrazione Conti non convince. Semmai «ha il merito di aprire un dibattito sul destino della “Leopolda”. Legambiente Pisa crede che questo non possa essere un ennesimo luogo dedicato al commercio. Non si tratta di essere aprioristicamente contrari: in Italia e in Europa troviamo mercati coperti di piacevole frequentazione, discreta utilità e apprezzabile qualità architettonica. Ma non è il nostro caso. Il valore storico dell’ambiente, il percorso fatto per proporre e progettare la “Casa della Città Leopolda”, le necessità della nostra città impongono altre scelte, attente alla socialità, l’aggregazione, la partecipazione, la cultura. Se è possibile che si trovino anche spazi dedicati alla vendita, che questi siano organicamente inseriti in attività coerenti con il progetto iniziale, adeguandolo a nuove idee e necessità».
Sul caso della Leopolda esprime preoccupazione anche l’associazione che, nel tempo, ha trasformato questi spazi in una sorta di regno del tango, conosciuto anche all’estero. Qui infatti, si organizzano sei serate di milonga l’anno con Tdj (tango dj) e diverse orchestre che vengono dall’Argentina. Promotore l’associazione culturale pisana “Ditangointango” che quest’anno compie vent’anni e che nel 2005, è stata una delle prime associazioni ad iscriversi alla Leopolda. «Dal 2005 ad oggi, – riferisce la vicepresidente dell’associazione Ditangointango Maria Luisa Lavanga -, abbiamo ospitato 18mila persone con le varie milonghe e festival di tango. Di tutto questo in città si è sempre saputo poco perché, le milonghe e le altre iniziative, non vengono pubblicizzate dal momento che gli appassionati di tango hanno a disposizione il sito ufficiale “FAItango” dove vengono riportati tutti gli appuntamenti nazionali e internazionali di tango. Così, la città di Pisa in generale non ci conosce mentre invece ci conosce tutto il mondo del tango. Nel 2013-14- 15 e 16 abbiamo organizzato il “Pisa Tango Festival”, una quattro giorni che ha attirato gente non solo da tutta Italia, ma anche dal resto d’Europa e soprattutto dall’Argentina da cui è arrivato, per esibirsi, anche il più grande ballerino di tango argentino del mondo Gustavo Naveira con la moglie e ballerina Giselle Anne. Nel 2016 abbiamo fatto la prima festa nazionale FAItango, una due giorni in cui sono venute mille persone senza contare che ad ogni milonga partecipano 500 persone». A prescindere dall’aspetto culturale e la risonanza internazionale che tutto questo ha e che dovrebbe inorgoglire la città, qui si parla di numeri di presenze importanti, che coinvolgono l’indotto turistico fatto di ristoranti e alberghi che con la trasformazione della Leopolda in un mercato com’era fino a trent’anni fa prima della riqualificazione, andrebbe a sparire. «In tutta Pisa e provincia, così come a Livorno o Lucca – sostiene Lavanga -, non c’è uno spazio come la Leopolda sia per la pavimentazione, l’acustica e l’illuminazione e soprattutto capace di ospitare insieme 500 persone. Rivolgiamo un appello all’amministrazione per trovare una soluzione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google