Il Tirreno

Pisa

circolo pd 

Nella zona è già prevista la realizzazione di un supermercato

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PISA. «L’idea del sindaco di trasformare la Leopolda in un mercato, al di là del gravissimo attacco alle associazioni culturali, pone dei problemi che invitiamo a valutare», scrive in una nota il circolo Leopolda del Pd. «La Leopolda - rucorda il circolo Pd - venne ristrutturata con fondi europei erogati sulla base del progetto che poi è stato realizzato e non certo per farne una sede commerciale e di ristorazione. L’idea di realizzare a Pisa, città turistica che richiama migliaia di persone all’anno, un mercato tipo la Boqueria di Barcellona non è di per sé sbagliata, proprio perché coniugherebbe l’interesse dei produttori locali a far conoscere le proprie specialità con la curiosità dei turisti di approfondire la cultura culinaria del territorio».

Ma la nostra Boqueria, aggiunge, «esiste già ed è piazza delle Vettovaglie su cui si potrebbe investire di più, proprio come è stato fatto negli ultimi anni per riqualificarla, ed ora andrebbe resa più attrattiva. Del resto la sua posizione è esattamente quella che hanno un po’ ovunque i mercati di questo genere: in pieno centro e sull’asse principale della visita alla città da parte dei turisti. Se invece si pensasse ad un mercato per i pisani, allora andrebbe inserito in un contesto urbanistico compatibile. Caratteristica che manca alla Leopolda visto proprio sul retro dell’ex stazione, che si affaccia su via Vespucci, è stata approvata una scheda urbanistica che prevede la demolizione di diversi manufatti e la realizzazione di un fabbricato residenziale con al piano terra un supermercato. Tra l’altro, la scheda prevede anche la realizzazione di un più efficace collegamento pedonale con via Cattaneo e la riorganizzazione dei parcheggi scoperti ed interrati».

Il circolo Pd si chiede: «Davvero il sindaco pensa che sia sostenibile per il quartiere prevedere a distanza di 100 metri da un supermercato un altro mercato? Oppure pensa di modificare la previsione urbanistica e di non far realizzare il piano di recupero approvato, che punta alla riqualificazione di un’area degradata e ad una migliore fruibilità degli spazi da parte dei residenti e di tutti i cittadini pisani? Crediamo che entrambe le scelte sarebbero disastrose. E tutto in nome di che cosa? Per nascondere l’inconfessabile obiettivo di privare la città di un luogo di incontro e socializzazione cancellando uno spazio vitale per l’associazionismo culturale e magari contemporaneamente strizzare l’occhio a qualche interesse in cerca di consenso? Le amministrazioni che governano per il bene dei cittadini - conclude il circolo Pd - hanno l’obbligo di essere lungimiranti». —

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