Il Tirreno

Pisa

Addio a don Armani testimone e sentinella della vita religiosa e culturale della città

Carlo Venturini
Addio a don Armani testimone e sentinella della vita religiosa e culturale della città

Dalla difesa della chiesa dei Cavalieri alla battaglia contro la malamovida Ecco chi era il prete di lotta e di governo morto lunedì all’età di 90 anni 

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il ricordo

La città perde un fine osservatore, un testimone e sentinella della vita culturale, religiosa e sociale cittadina. Monsignor Aldo Armani di battaglie ne ha fatte tante e le ha condotte con saggia ostinazione. È stato rettore per decenni della chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano. Nonostante i problemi di salute, cercava di tenerla aperta il più possibile per permettere ai visitatori di ammirare la bellezza e la storia pisana lì custodite. Con pacata ma insistente determinazione, ha chiesto ed ottenuto 300mila euro dalla Fondazione Pisa per il restauro del tetto e dell’abside dopo le infiltrazioni d’acqua che hanno messo in pericolo il soffitto ligneo dove è raffigurata la storia dell’Ordine di Santo Stefano, dalla vestizione di Cosimo I fino alla presa della città di Bona e l’espugnazione di Prevesa.

Sempre Armani denunciava la nascente malamovida nella piazza, gli atti vandalici alla facciata lapidea della chiesa. Era l’inverno del 2011 e il prete chiamò Il Tirreno per denunciare altre infiltrazioni d’acqua sulla pala del Vasari “La lapidazione di Santo Stefano”. Il nostro giornale raccolse il suo appello e partì una campagna per il restauro che venne accolta dall’Esselunga che stanziò 85mila euro. A giugno 2013, con l’aiuto dell’Università, il restauro venne completato. Nel 2011, Il Tirreno lo mette al primo posto tra le personalità che salgono per impegno sociale e culturale definendolo come un «prete di lotta e di governo». Nel 2015 arriva il momento del commiato, festeggiato con i riconoscimenti dell’Accademia dei Disuniti per l’impegno a sostegno del patrimonio religioso della città, dall’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano con una medaglia d’oro al merito e dal magistrato della parte di Tramontana del Gioco del Ponte. Quando il settimanale diocesano Vita Nova (fondato dal cardinale Pietro Maffi) confluì nel settimanale regionale Toscana Oggi, l’arcivescovo Alessandro Plotti gli affidò il coordinamento della redazione diocesana.

Aurelio Pellegrini, già sindaco di Montescudaio, dice: «Con grande affetto e gratitudine per i lunghi anni di amicizia e per le tante cose che abbiamo potuto fare insieme, ricordo monsignor Armani. La nostra amicizia era partita da Riparbella, dove era stato parroco negli anni ‘70». Così invece lo ricorda Stefano Ghilardi, presidente degli Amici di Pisa: «Persona colta ma al tempo stesso pratica e laboriosa, è stato capace di attirare a sé consenso per restauri o la costruzione di nuove chiese, specie in provincia di Pisa. Con lui, e non è una frase fatta, muore un cultore di pisanità e un testimone di fede».

Il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta aggiunge: «Con lui abbiamo collaborato ad allestire una postazione socio-sanitaria sul sagrato della chiesa di Santo Stefano volta a sensibilizzare i giovani della movida che uno spazio comune per tutti è possibile, nel rispetto delle reciproche esigenze e della bellezza che il patrimonio artistico pisano ci offre quotidianamente. Abbiamo distribuito acqua gratuitamente, pronti a intervenire in caso di malori, perché si può condividere e divertirsi serenamente. Un’esperienza che ci ha unito molto». –

Carlo Venturini

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