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Amazon sbarca (forse) ai Navicelli, ma intanto il “caso” finisce di fronte al Tar
Ricorso contro la variante approvata nel giugno scorso che “si mangia” le opere realizzate come oneri di urbanizzazione
C’era una volta la società Sviluppo Navicelli Spa e insieme il maxi progetto che ha portato cinque cantieri navali nell’area in località Olmetti, tra la via Aurelia ed il Canale Navicelli in prossimità della strada di grande comunicazione Fi-Pi-Li, progetto compreso nel Piano attuativo Navicelli del Comune di Pisa. Area oggi oggetto di una variante, approvata dal Comune il 7 giugno scorso, che spazza via una parte importante delle opere di urbanizzazione già realizzate e collaudate dall’ente pubblico stesso. Per fare spazio – questo sarebbe il progetto iniziale – al gigante del commercio on line Amazon che oggi, però, viene dato come non più interessato, causa la necessità di avere maggiori spazi da destinare a magazzino.
A sollevare il caso è la società “Effebi”, dell’imprenditore viareggino Giuseppe Balducci, che opera nell’area con Overmarine Group Spa, impegnata nella produzione dei megayacht Mangusta Oceano e Mangusta Gransport. Il fabbricato di Effebi Group si trova all’interno del piano particolareggiato del piano regolatore del Comune di Pisa di cui si fece promotrice proprio la Sviluppo Navicelli per la realizzazione della nuova darsena sul canale, del nuovo canale “Nuovo scolo di Pisa” per il tracciamento e la definizione di lotti edificabili, nonché per l’attuazione di opere infrastrutturali e la costruzione di edifici da destinare a uso produttivo e servizi, oltre alle opere di urbanizzazione a completamento dell’area. Effebi – che contro la variante adottata nel giugno scorso ha presentato ricorso al Tar, con gli avvocati Alberto Consani, Chiara Consani e Valentina Ceragioli – scelse di acquistare un’area con superficie catastale di 21. 302 metri quadrati effettivi e 21. 752 reali, confinante con una residua proprietà della Navicelli su due lati e nuova viabilità sugli altri due. «La scelta di acquistare quell’area in particolare – si legge nel ricorso al Tar – era stata effettuata proprio in considerazione del parcheggio pubblico e della viabilità pubblica sul lato Livorno, prevista dal Piano attuativo». A motivare l’acquisto del lotto scelto da Effebi anche e soprattutto il fatto che nella planimetria dell’area fosse bene indicata sul lato Livorno «l’ampia area destinata a parcheggio ed a viabilità, entrambi pubblici, che attribuisce un valore aggiunto al fabbricato rispetto agli altri limitrofi, facenti anch’essi parte della lottizzazione». Tanto che il fabbricato che oggi ospita il cantiere «presenta una serie di locali ed ingressi che accedono direttamente alla viabilità pubblica». Tra questi locali anche «il magazzino, funzionale al carico e scarico della fornitura per la costruzione delle imbarcazioni». Una posizione strategica, dunque, per il cantiere.
Quando la Sviluppo Navicelli viene dichiarata fallita è l’aprile 2015. La curatela – ricostruisce il ricorso – propone al Comune la variante al piano particolareggiato del parco urbano Porta a mare e dell’area per insediamenti della cantieristica da diporto ed attività complementari. Variante che la giunta approva con delibera numero 127 del 7 giugno 2018, impugnata nel ricorso. Poiché – scrivono i legali di Balducci – «la stessa variante dispone l’eliminazione dell’accesso principale alla nuova darsena, caratterizzato da una viabilità ad anello, pubblica, aperta sulla carreggiata della darsena e corredata da un ampio parcheggio, anch’esso pubblico». Una urbanizzazione da completare, sottolinea il ricorso, e che oggi, per la parte confinante con il cantiere Overmarine – che ha in costruzione 4 motoryacht da 43, 45, 50 e 62 metri, con 60 addetti diretti e circa 150/200 operai di ditte esterne – si trova a venire “mangiata”, così la contestazione del gruppo nautico, in previsione della vendita ad un privato di ciò che invece è del Comune.
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