Il Tirreno

Pisa

Cisanello, tumore rimosso con i nuovi strumenti della neuronavigazione - Video

Cristiano Marcacci
Cisanello, tumore rimosso con i nuovi strumenti della neuronavigazione - Video

Il Tirreno in sala operatoria insieme al dottor Riccardo Vannozzi per la rimozione di un grosso tumore intracranico su una donna di non ancora quarant’anni

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PISA. Per lei, una pisana fra i 30 e i 40 anni, sposata e madre di una bambina, la vita quotidiana era diventata un inferno. Disturbi dell’equilibrio e del senso dello spazio, prime incapacità a comprendere e a svolgere comandi molto semplici, leggere convulsioni e difficoltà espressive. Il responso degli esami diagnostici è chiaro e allo stesso tempo allarmante: all’interno del cranio c’è una massa estranea da rimuovere con urgenza. Sta crescendo e sta premendo, mettendo a rischio la funzionalità dell’intero apparato cerebrale. Intervenendo chirurgicamente sarà possibile ridurre la pressione che il tumore esercita all’interno del cranio e a diminuirne così i sintomi. Inoltre, sarà possibile eseguire un’esatta analisi istologica, indispensabile per poi pianificare un’eventuale terapia specifica.

Il dottor Riccardo Vannozzi, primario del reparto di neurochirurgia di Cisanello (un luminare nel suo campo), e la sua équipe sono pronti ad entrare in sala operatoria e con loro lo è anche Il Tirreno, che avrà modo di verificare direttamente a quale livello tecnologico è arrivata oggi la chirurgia. L’operazione è, ovviamente, delicatissima e richiederà parecchie ore. È infatti necessario aprire la scatola cranica (attraverso la tecnica che in gergo si chiama "craniotomia"). «L’obiettivo - ci spiega il dottor Vannozzi poco prima di immergersi nella concentrazione pre-intervento - della chirurgia è asportare il maggior volume tumorale possibile allo scopo di stabilire la diagnosi esatta attraverso lo studio al microscopio del tessuto rimosso, alleviare i sintomi, migliorare la qualità della vita e, in alcuni casi, aprire una via d’accesso ad eventuali altri trattamenti».

Vannozzi si avvale dell’ausilio di strumenti di microchirurgia molto sofisticati e e utilizza sempre un microscopio operatorio collegato a sistemi di neuronavigazione che, attraverso il supporto di immagini di tomografia computerizzata e risonanza magnetica, lo guidano secondo principi molto simili a quelli applicati dai navigatori delle nostre automobili. Con questa strumentazione l’abilità del neurochirurgo si esprime ai massimi livelli e il professionista è in grado di localizzare le strutture cerebrali con precisione millimetrica, sia nella fase di programmazione che durante l’esecuzione dell’intervento.

Per quanto riguarda la procedura, il neurochirurgo, dopo aver inciso il cuoio capelluto e aver aperto una sorta di finestrella nel cranio, rimuove il tumore attraverso un paziente lavoro di progressivo isolamento e asportazione della lesione. Quindi chiude la finestrella riposizionando al suo posto il tessuto osseo e bloccandolo con placchette metalliche o fili di sutura. Una curiosità: le moderne tecniche non prevedono più la rasatura totale dei capelli, ma solo di una striscia in corrispondenza dell’incisione. Ciò assicura un effetto estetico sicuramente più gradevole e, di conseguenza, accresce la soddisfazione da parte della paziente.

Ma la notizia più bella arriva nei giorni successivi all’intervento: la massa tumorale asportata è benigna e la donna può riprendere a condurre la sua vita tranquillamente senza alcun bisogno di ulteriori terapie o operazioni.

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