Il presidio
Pisa ricorda le Foibe ma senza Buscemi Interrogazioni Pd sull’invito a Doroni
Le celebrazioni per le vittime non placano le polemiche Il Pd attacca e chiede le dimissioni. Il sindaco Conti tace
La memoria delle Foibe è stata onorata, ma la polemica non è sopita. E rischia di avere echi romani e di causare più uno scossone negli equilibri pisani. Ieri, 10 febbraio, Pisa ha celebrato la Giornata del Ricordo per rammentare le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani. Messe, corone di fiori, discorsi e la proiezione del film Red Land in un affollato Cinema Odeon non hanno però spento la polemica per l’evento che non c’è stato: l’intervento Stefano Doroni all’evento organizzato in occasione della giornata della memoria dall’assessore alla cultura Andrea Buscemi. Doroni doveva introdurre il discorso, ma dopo le polemiche per le sue frasi choc su Facebook l’assessore Buscemi ha rinviato l’evento. Ma la frittata è fatta con tanto di polemiche, annunciate interpellanze in Regione e in Parlamento e qualche mal di pancia nell’amministrazione guidata da Michele Conti. Sindaco che ieri, senza fare riferimenti a Buscemi, ha partecipato alle commemorazioni insieme alle altre autorità politiche, civili, militari e all’associazione Giuliano-Dalmata. Sono state deposte di corone di alloro al cippo “Martiri delle Foibe” al Villaggio Profughi di Marina e al cippo Vittime delle Foibe e degli esuli Giuliano-Dalmati al cimitero suburbano di Pisa. È stata celebrata la messa in memoria delle vittime, proiettato il film Red Land al Cinema Odeon mentre la cerimonia istituzionale si è tenuta nella sala delle Baleari del Comune.
Tutto come da programma, nei modi e nei toni. Il prefetto Giuseppe Castaldo ha sottolineato «l’importanza della ricorrenza, istituita per ricordare le vittime delle foibe e le centinaia di migliaia di esuli giuliani dalmati, costretti a lasciare le loro terre. Tenere viva la memoria costituisce un antidoto indispensabile soprattutto per le nuove generazioni, che devono guardare il futuro con consapevolezza affinché tali tragedie non si ripetano più».
«Celebrare il Giorno del Ricordo – ha aggiunto il sindaco – non è solo un passaggio formale dovuto alla Legge 92 del 2004, ma è un modo per onorare gli italiani vittime delle foibe o condannati all’esodo che per anni non hanno avuto un riconoscimento delle loro sofferenze dallo Stato. Celebrare questa ricorrenza significa rendere omaggio alla verità, analizzare e studiare le vicende storiche, culturali e politiche con profondità, sincerità e onestà intellettuale».
Nessun riferimento, diretto o indiretto, a Buscemi e Doroni, ma il fastidio è evidente e va ben oltre il «un’iniziativa interamente organizzata dall’assessorato alla cultura» con cui Conti ha liquidato sabato la vicenda. Il fastidio del sindaco va ben oltre quel «le frasi sono inaccettabili» con cui si è dissociato dalla presenza del professore. Il problema è sempre più Buscemi, assessore già sotto il mirino delle critiche dopo la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto per stalking e ora nella bufera per le frasi razziste e xenofobe di Doroni, suo amico e da lui invitato a fare da relatore per la giornata del Ricordo. Che l’ennesimo scivolone diventi l’occasione giusta per un rimpasto in giunta? Il tempo darà la riposta, ma intanto attacca. «Si potrebbe pensare a un ulteriore passo falso dell’amministrazione o dell’assessore Buscemi. Ma quanto accaduto non è che la conferma di una deriva antidemocratica di questa amministrazione», sostiene il Pd ricordando «le vicende personali dell’assessore Buscemi» e il «comportamento del consigliere leghista Manuel Laurora durante il minuto di silenzio per le vittime dell’olocausto fino alle esternazioni sul Mein Kampf dello stesso». E sul caso sono pronte a partire interrogazioni alla Camera con Lucia Ciampi, in Regione con Alessandra Nardini e in Comune con Olivia Picchi. «La giunta Conti si vergogni – dicono Nardini e Picchi –. E, lo diciamo per l’ennesima volta, Buscemi si dimetta e liberi Pisa dalla sua ombra». —
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