Il Tirreno

Pisa

il caso 

Laurora si presenta in commissione e i consiglieri Pd se ne vanno «Chiediamo le sue dimissioni»

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pisa. Approda in commissione e tra le polemiche il “caso Laurora”, cioè la vicenda politica intorno al consigliere comunale della maggioranza, ormai fuori dalla compagine della Lega con la quale è stato eletto, colpevole di non essersi alzato in piedi durante il minuti di silenzio chiesto in consiglio comunale per commemorare le vittime della Shoah. Ieri pomeriggio era in programma a Palazzo Gambacorti la riunione della commissione urbanistica della quale Manuel Laurora, ora capogruppo (in quanto unico esponente) del gruppo misto fa parte. All’ordine del giorno, tra le altre cose, la proposta del consigliere Alessandro Tolaini (M5S) di poter invitare in una prossima riunione della stessa commissione il «proponente del progetto della moschea sull'area individuata dalla scheda norma 10.1 del Regolamento Urbanistico del Comune di Pisa al fine di mettere a conoscenza di tutti i commissari delle caratteristiche architettoniche dell’edificio di cui è stato richiesto il rilascio del permesso di costruire». .

All’arrivo di Laurora è scattata la contestazione da parte dei due consiglieri comunali del Pd che fanno parte della commissione, Giuliano Pizzanelli e Marco Biondi. «Abbiamo firmato e siamo andati via comunicando che non parteciperemo alle commissioni finché non saranno ufficializzate le dimissioni del consigliere sopra citato - hanno fatto sapere gli esponenti del Pd - È una vergogna che ancora possa rappresentare le istituzioni repubblicane!». Pizzanelli ha poi annunciato di voler porre all’attenzione del sindaco, in occasione della conferenza dei capigruppo in programma lunedì alla quale è attesa la presenza di Michele Conti, la questione del sostegno di Laurora alla maggioranza dopo la sua uscita dal gruppo della Lega e a fronte del gravissimo comportamento tenuto in aula per il quale il Pd ha chiesto e continua a chiedere le dimissioni del consigliere.

La vicenda, divenuta oggetto anche di una lettera inviata dal gruppo di Diritti in Comune al Presidente della Repubblica, ha assunto rilievo nazionale anche grazie all’interrogazione di +Europa avanzata dall’onorevole Bruno Tabacci al ministro dell’interno Matteo Salvini. Ed anche +Europa a livello locale ha rilevato la necessità che da Palazzo Gambacorti si pronuncino parole chiare contro il comportamento del consigliere. —

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