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San Francesco arriva settimo nella classifica nazionale
Un po’ di delusione per i tanti che si erano impegnati a sostegno di un altro gioiello architettonico e artistico della provincia
pisa. «Noi le firme le abbiamo raccolte di persona e tra la gente. Abbiamo però “peccato” sui social e sul web».
C’è poco da nasconderlo: il magone serpeggia tra i parrocchiani e non solo, della Chiesa di San Francesco, anche perché fino a luglio scorso la chiesa era al primo posto in Toscana nella classifica nazionale del concorso “I luoghi del cuore” del Fai. «La nostra chiesa ha ricevuto quasi 25mila firme. Di queste, ben 17mila sono state raccolte dai volontari firma dopo firma, in circa sei mesi» : dicono dal comitato di San Francesco che ha girato, camminato con i volontari per tutta la Toscana. Un vero e proprio pellegrinaggio che ha ricevuto la solidarietà e l’adesione di tantissime persone che frequentavano altre chiese, altre parrocchie così come i volontari si sono presentati a sagre, feste di quartiere e persino allo stadio con le volontarie Miranda Parrini e Daniela Frangioni. Quest’ultima dice: «Sono contenta per gli amici del Monte Pisano. Bravi. Ci hanno anche aiutato in occasione della raccolta delle firme proprio allo stadio. Non posso però essere contenta del risultato. Mi consolano le belle parole del comitato del Fai. Abbiamo trovato però troppa diffidenza nelle persone che non erano favorevoli al restauro di una chiesa. Troppi pregiudizi. E solo perché si trattava di una chiesa. Quella chiesa è dello Stato non è nostra, di noi parrocchiani» . Non mollano a San Francesco dunque, e Frangioni rilancia dicendo. «Abbiamo ottenuto un buon risultato. Questa visibilità spero che incentivi la sovrintendenza ad interpellare il Fai per avere la possibilità di ricevere finanziamenti per il restauro delle vetrate o degli affreschi».
Già perché i quattro milioni di euro per la chiesa serviranno al restauro del tetto. Stop. Nient’altro. «Non è previsto neppure il restauro del campanile. Immaginiamoci tutto il resto» : dicono dal comitato che comunque è contento perché i lavori sono ripresi. Il campanile è opera geniale di Giovanni di Simone, colui al quale toccò anche l’oneroso compito di proseguire la costruzione della famosa Torre (già allora) Pendente. Quel campanile è costruito su un arco di mattoni per evitare il terreno paludoso pisano. Il parroco di San Francesco, padre Giuliano, nel congratularsi con tutti i volontari per l’impegno profuso, ha anche annunciato che «i lavori all’interno della chiesa da parte della Soprintendenza piano piano cominciano a diventare realtà, anche se si aspettano notizie riguardo il progetto». Il progetto e la calendarizzazione dei lavori dovevano essere presentati a dicembre scorso. –
Carlo Venturini
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