Il presidio
Agazzi ridimensionata scuole dell’infanzia pronte allo sciopero
Riunione delle Rsu nella Sala Regia del Comune, nel mirino le scelte dell’amministrazione: «Promesse non mantenute»
PISA. La miccia è stata la scelta della giunta di “cancellare” la sezione dei tre anni della scuola dell’infanzia Agazzi ai Passi. E quella miccia innesca uno sciopero che interesserà educatrici ed insegnanti dei nidi e delle scuole dell’infanzia di Pisa. «L’unica cosa da decidere è la data, ma lo sciopero è certo ed è stato votato all’unanimità», dicono le Rsu riunitesi ieri nella Sala Regia del Comune. Verosimilmente lo sciopero avverrà a metà febbraio. E si aggiungerà una manifestazione alla “Burlamacco”, nel senso che gli organizzatori vogliono inscenare “un Carnevale con un carro dedicato all’assessore Rosanna Cardia».
Stando alle sigle sindacali, il vaso delle promesse non mantenute è strabordante: «Ci avevano garantito più operatori part time, ci avevano garantito che non avrebbero chiuso la sezione delle Agazzi, ci avevano garantiti corsi di formazione su specifici progetti ed invece stiamo assistendo ad un generale e sistematico depotenziamento di tutti i servizi educativi del sistema scolastico pisano». I Cobas, per voce di Federico Giusti, sono netti nel dire che «si spendono soldi comunali per assumere più vigili, lasciando indietro educatrici, maestre, ausiliari, insomma tutta la galassia della scuola che è in sofferenza da anni». Secondo i sindacati, «è in atto un inesorabile allentamento di responsabilità e competenze comunali sull’istruzione per declinare tutto ad una progressiva statalizzazione».
Intervengono anche altre cause. E si tratta ad esempio dei carichi di lavoro crescenti, scaturiti anche dalle mancate sostituzioni. «Ci chiediamo dove sono andati a finire i due jolly che erano stati promessi dall’assessore», dicono Paola Poma e Maria Borsò delle Rsu. Le stesse organizzazioni sindacali sostengono che «non vengono date prospettive per il futuro quando la stabilizzazione del potenziamento avrebbe una ricaduta positiva sul miglioramento del servizio e delle condizioni lavorative, sempre più all’insegna della precarietà e dell’incertezza sul futuro, soprattutto alla luce delle ultime scelte dell’amministrazione comunale».
Il personale scolastico di nidi e scuole dell’infanzia denunciano anche «il mancato inserimento di educatrici/insegnanti in percorsi di formazione/aggiornamento sul progetto pedagogico a base psicomotoria». Gli organizzatori non vogliono fissare lo sciopero di venerdì o di lunedì per evitare che la protesta venga associata, ridicolizzandola, ad una scusa per fare un weekend più lungo. «L’assessore è stata disponibile con noi - conclude Giusti -. È venuta alla riunione ai Passi poche sere fa. È arrivata con il sorriso e se n’è andata con il sorriso. La sua cordialità però non l’ha fatta smuovere dalle sue posizioni». —
Carlo Venturini
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