Il Tirreno

Pisa

SCUOLA VIOLENTA 

Punta la pistola in faccia alla professoressa

Pietro Barghigiani
Punta la pistola in faccia alla professoressa

Ex studente accusato di minacce aggravate. La docente “colpevole” di non far incontrare il giovane con la sua fidanzatina

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PISA. Era entrato a scuola con la pretesa di incontrare e portarsi via l’allora fidanzatina. Lui era iscritto al Fascetti, lei al Da Vinci. Un blitz anomalo per modalità e richieste che alla fine si è trasformato in un reato. È successo quando Maurizio La Torraca, 24 anni, pisano, per convincere la professoressa le ha puntato una pistola in faccia. Un’arma giocattolo senza tappino rosso all’estremità della canna.

Un gesto da piccolo guappo che ha spaventato la docente senza, peraltro, raggiungere il risultato per cui il giovane era entrato nell’istituto in via Contessa Matilde. L’unica conseguenza è stata una denuncia per minaccia aggravata a pubblico ufficiale che ora è diventata un processo a carico del 24enne.

Ieri mattina la spacconata del giovane, che all’epoca si pentì e chiese scusa, ha avuto un passaggio in Tribunale con la richiesta di messa alla prova avanzata dal suo legale, l’avvocato Federica Suardi al giudice Eugenia Mirani (pm onorario Vincenzo Molinaro). L’insegnante, parte offesa, si è affidata all’avvocato Elena Libone. In pratica il processo viene sospeso in attesa che La Torraca svolga con esito positivo lavori di pubblica utilità in un’associazione del territorio seguendo un programma che dovrà essere concordato dall’ufficio esecuzione penale esterna.

Se alla fine del percorso “riabilitativo” il giovane avrà svolto il suo servizio a favore della collettività senza rilievi, il reato verrà dichiarato estinto. Il giudice ha sospeso il procedimento in attesa dell’approvazione del piano che evita il processo all’allora studente con la pistola e gli dà la possibilità di cancellare gli effetti da codice penale di quell’irruzione al Da Vinci.

L’episodio risale alla mattina del 15 ottobre 2012. Una vicenda datata nel tempo che sola ieri ha avuto la sua valutazione in aula.

Secondo l’accusa La Torraca entra nell’istituto con l’idea di vedere la sua compagna di cui è molto geloso. È maggiorenne da qualche mese. La vuole incontrare anche se in quel momento lei è in classe a seguire le lezioni. Fa irruzione prima nell’ufficio di presidenza e poi in aula dove la professoressa spiega al giovane che non può farla uscire. Il ragionamento non piace o non viene compreso dallo studente che allora per spiegarsi meglio estrae dalla tasca. Pensa così di essere più convincente.

Ottiene l’effetto contrario. È vero che la docente si prende paura, ma non cede di un millimetro alle richieste del pistolero improvvisato. Uno, comunque, che girava a scuola con un’arma giocattolo senza il tappino rosso. Un voler giocare sull’equivoco circa l’autenticità della pistola. Una bravata a cui ora può porre rimedio mettendosi al servizio degli altri. —

Pietro Barghigiani

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