Il Tirreno

Pisa

La chiesa riapre dopo la guerra ed è una rinascita per tutta la città

Valentina Landucci

Era il 7 marzo del 1954 e Pisa, con i suoi più alti rappresentanti religiosi e civili, torna a guardare al futuro con speranza

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pisa. È il 31 agosto del 1943. La guerra travolge Pisa, la sua gente, le sue bellezze. Dal cielo piovano bombe degli Alleati, sopratutto in quelle zone della città ritenute “strategiche” per colpire il nemico, le truppe germaniche. Nel mirino ci sono il comando tedesco e la stazione. E le bombe non fanno distinzioni. Cadono e devastano tutto e tutti, anche la chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno che si trova proprio nel mezzo ai due obiettivi strategici dell’aviazione angloamericana.

I bombardamenti proseguiranno fino al settembre-ottobre del 1943 e la chiesa, come la città tutta, ne esce drammaticamente ferita. La Soprintendenza scriverà nel resoconto al Ministero sui danni alle opere d’arte e ai monumenti cittadini che «più grave danno è quello subito dalla chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno». In un ulteriore elenco delle lesioni subite dal monumento si legge: «la chiesa è stata colpita da una bomba al centro della navata principale che ha provocato la caduta di una colonna [/...]demolizione totale del tetto della navata centrale, rottura in pezzi minuti del sarcofago del Burgundio. La facciata ha subito danni é . Si deve invece deplorare nel bombardamento del 31 agosto la quasi totale distruzione della vetrata absidale che risaliva al XIV secolo e non era stata rimossa in nessuna delle precedenti protezioni antiaeree». Quel poco che si salva è perché è stato messo al sicuro alla Certosa di Calci come indicato dalla Soprintendenza dell’epoca non solo per il patrimonio di San Paolo. Ma sono ovviamente i lutti e le macerie che restano impressi nel cuore e negli occhi dei pisani in quell’estate drammatica del 1943.

Il valore artistico e architettonico della chiesa fa sì che i primi interventi di restauro comincino subito dopo la guerra, già sul finire del 1944. Il cantiere vero e proprio si sviluppa tra il 1949 e il 1951. E finalmente nel marzo del 1954 la riapertura al culto della chiesa intorno alla quale è nato o si è sviluppato il quartiere di Sant’Antonio e un pezzo importante della città a sud dell’Arno.

In questi giorni di attesa della seconda “riapertura” di San Paolo dopo un nuovo lungo intervento di restauro (la chiesa è chiusa dal 2012) il Consiglio pastorale, in collaborazione con Il Tirreno, hanno inteso promuovere una raccolta di immagini e ricordi dedicati a questo importante monumento cittadino. Ed è apparsa indicata come immagine “numero uno” di questo album speciale l’immagine messa a disposizione dal dottor Alfredo Marchesi. La fotografia è stata scattata proprio in occasione della riapertura dopo i restauri post bellici il 7 marzo 1954: proviene dall’album di famiglia del dottor Marchesi anche lui ritratto, giovanissimo, nell’immagine nella divisa da lupetto. Al microfono, al centro della foto c’è l’onorevole Giuseppe Togni, pisano, e a destra l’arcivescovo monsignor Ugo Camozzo.

Per dare un contributo alla costruzione di questo album di immagini e parole intorno a San Paolo basta scrivere a pisa@iltirreno.it indicando nell’oggetto “Racconta San Paolo”. —

Valentina Landucci

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