Il presidio
Stazione Marconi, una nuova soluzione per il recupero
Una società piemontese si è fatta avanti per contribuire alla riqualificazione dell’immobile che sarebbe trasformato in un museo e polo di ricerca
PISA. Un “piano b” per salvare la Stazione Marconi di Coltano. Mentre svanisce ormai l’impegno economico promesso dalla multinazionale Intracom Telecom per contribuire alla riqualificazione dello storico edificio alle porte di Pisa, emerge una seconda strada per provare a trasformare quel rudere in un museo e in un centro di ricerca.
La Pro Loco di Coltano ha recentemente avviato un dialogo con una società italiana attiva nel campo delle telecomunicazioni (con sede in Piemonte) che già in passato si era detta disponibile a contribuire alla riqualificazione dell’immobile dove Guglielmo Marconi sperimentò per la prima volta le trasmissioni ad onde lunghe verso Nuova Scozia, terre d’Africa e Canada.
La società piemontese sarebbe disposta a cofinanziare gli interventi da circa 3 milioni di euro per trasformare quello che è poco più di un rudere in un museo e in un polo di ricerca.
La volontà di investire negli interventi di riqualificazione dello storico edificio è tornata alla ribalta dopo il niet della Intracom Telecom, multinazionale delle telecomunicazioni con sede in Grecia, che aveva messo sul piatto circa 1,5 milioni di euro per contribuire alla concretizzazione del progetto di rinascita della Stazione Marconi per poi fare un passo indietro in aperta polemica con il Comune, accusato di “mancata volontà di portare avanti il piano”.
La società, che controlla la Telecom brasiliana, argentina e greca, starebbe valutando l’ipotesi di dirottare sulla riqualificazione di un immobile romano, legato alla storia di Marconi, le risorse che sarebbero dovute arrivare a Pisa.
L’eventuale intervento economico della società piemontese si configurerebbe come una sorta di sponsorizzazione nell’ambito del progetto di recupero avviato dalla vecchia amministrazione.
Il piano punta a trasformare la Stazione Marconi in un museo e, attraverso una collaborazione con l'Università, in un centro di ricerca ed innovazione sulle telecomunicazioni. È da anni che il dibattito è aperto sul rilancio complessivo del borgo di Coltano, che unisce il patrimonio storico legato al nome di Marconi al contesto ambientale di pregio. La Stazione sarebbe il trampolino di lancio per una nuova immagine di Coltano, che diventerebbe un “ponte” tra storia ed innovazione aprendo ulteriormente una finestra di Pisa sul mondo. I tempi però stringono. Il prossimo dicembre scade infatti l’accordo con il Demanio, ente proprietario del bene, per la temporanea concessione dell’immobile ottenuta da Palazzo Gambacorti nel dicembre 2017 per un periodo di due anni che ha permesso di bonificare l’area e mettere in sicurezza la struttura.
«Occorre coinvolgere tutti gli enti, dal ministero alla Regione, dalla Provincia al Comune per trovare un accordo con il Demanio e cercare di prolungare la concessione, passo fondamentale per concretizzare un progetto di recupero - è l’appello di Antonio Dell’Omodarme, presidente della Pro Loco di Coltano -. Contemporaneamente occorre intervenire anche per una pulizia straordinaria dell’area: tanti turisti arrivano a Coltano per osservare quel che resta della Stazione Marconi, ma trovano un sito in condizioni ambientali disastrose». —
Danilo Renzullo
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