Laurora espulso «Comportamento altamente lesivo dell’istituzione»
Ma l’opposizione chiede le dimissioni del consigliere rimasto seduto durante il minuto di silenzio per le vittime della Shoah
È rimasto indifferente all’invito del presidente del consiglio comunale di commemorare con un minuto di silenzio le vittime della Shoah. Seduto al proprio posto, impassibile di fronte all’assemblea cittadina riunita in piedi nel silenzio per riflettere sull’immane tragedia che ha caratterizzato il Novecento, ha deciso di boicottare la breve commemorazione. Salvo poi giustificarsi con un «ero distratto», ha detto Manuel Laurora, consigliere comunale indipendente eletto nelle fila della Lega, dopo essere stato espulso dalla seduta del consiglio comunale di Pisa. Perché a nessuno, maggioranza e opposizione in aula, è parsa una distrazione il suo comportamento.
I consiglieri di opposizione hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. Quelli di maggioranza si sono prontamente dissociati dal comportamento del collega rimasto seduto durante il minuto di silenzio osservato in occasione della Giornata della Memoria. «È stato un errore e non vorrei che il mio gesto suscitasse interpretazioni diverse dal mio pensiero. La Shoah rappresenta una terribile pagina per la storia dell’umanità», ha provato a difendersi Laurora. Le scuse ripetute in aula dal consigliere sono apparse come una timida manovra per spegnere le polemiche. E il “suo” minuto di silenzio osservato in solitaria un vano tentativo per cercare di ricomporre una “pax istituzionale”. Ristabilita invece dal sindaco Michele Conti con la richiesta di allontanamento dall’aula, rivendicata all’unanimità anche dalla conferenza dei capigruppo convocata su richiesta del consigliere della Lega Paolo Cognetti.
«Si tratta di un fatto grave. Chi eletto deve avere un atteggiamento istituzionalmente impeccabile perché ogni sassolino può diventare uno tsunami. Da questo grave episodio dobbiamo uscire rafforzati e continuare a ricordare gli avvenimenti gravissimi successi in quegli anni che toccarono anche famiglie pisane, ebree e non», sottolinea il primo cittadino precisando che Laurora «non è iscritto alla Lega» e annunciando una lettera «ai vertici del partito» per capire eventuali altri provvedimenti che possono essere messi in campo nei confronti del consigliere, uno dei promotori del comitato che si batte contro la costruzione della moschea, finito sotto accusa alcuni mesi fa per le critiche rivolte ad una coppia gay “rea” di essersi scambiata un bacio in piazza.
Per la prima volta negli ultimi tre decenni il presidente del consiglio comunale, Alessandro Gennai, visibilmente emozionato («Un mio parente è stato deportato e ho sentito particolarmente questo momento», dice) ha applicato l’articolo 32 del regolamento del consiglio che prevede l’espulsione dall’aula «per comportamenti altamente lesivi della dignità delle istituzioni».
Le opposizioni non si accontentano però delle scuse e del provvedimento. «Le scuse non bastano - tuona Matteo Trapani, consigliere del Pd -. Le scuse devono essere seguite dalle dimissioni di chi, rappresentando il consiglio e la città, ha offeso le vittime, la memoria dell’orrore, la civiltà e una storia da non scordare mai e da non rivivere». «Una provocazione vergognosa e inaccettabile», la definisce il capogruppo di Diritti in comune Ciccio Auletta. «Una ferita per la nostra città, che non si era mai vista nella massima istituzione di Pisa», conclude il gruppo di +Europa di Pisa annunciando la richiesta ai parlamentari del partito di presentare un’interrogazione al ministro degli Interni Matteo Salvini. —
Altro servizio a pag 2 e 3
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