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La proposta: bancarelle in piazza Duomo ma solo per due giorni alla settimana

La proposta: bancarelle in piazza Duomo ma solo per due giorni alla settimana

Nervi tesi in assemblea con il sindaco Conti e l’onorevole Ziello. Poi la possibile soluzione sulla quale occorre ancora trattare

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pisa. Rientro in piazza dei Miracoli in via temporanea per due o al massimo quattro giorni alla settimana, con strutture mobili su ruote.

È questa l’ipotesi clamorosa che il sindaco Michele Conti, accompagnato dal deputato Edoardo Ziello, hanno lanciato all’assemblea straordinaria dei bancarellai del Duomo convocata lunedì sera dalla Confesercenti Toscana Nord nella propria sede. Una ipotesi accolta con favore dagli ambulanti e che ha stemperato un clima molto teso con il quale si era aperto l’incontro.

Incontro sollecitato da Confesercenti alla luce delle dichiarazione che l’onorevole Ziello aveva fatto sabato sul nostro giornale e con le quali indicava in largo Cocco Griffi la sede temporanea per le 44 bancarelle di piazza Manin in attesa dell’area definitiva già individuata nell’ex pronto soccorso del Santa Chiara. Largo Cocco Griffi che ambulanti e associazioni di categoria avevano respinto seccamente. I motivi per cui il Comune stava lavorando a questa ipotesi sono stati illustrati, in un clima come dicevamo molto teso, dallo stesso sindaco Michele Conti.

«Voglio essere franco con voi – ha esordito il primo cittadino -. Ho incontrato più volte la Sovrintendenza in queste settimane per rappresentarle i problemi del Duomo, ricevendo però sempre il rifiuto alla richiesta di rientrare in piazza dei Miracoli in virtù dei vincoli del sito Unesco. L’unica deroga disposta a concedere è proprio per largo Cocco Griffi». A questo punto gli animi si scaldano e gli operatori chiedono di rientrare in piazza nel rispetto delle sentenze del Tar. Anche il sindaco Conti alza la voce: «Purtroppo la città è ostaggio – dice senza mezzi termini – di chi non vuol capire i problemi dei commercianti. Sono al vostro fianco per trovare fino all’ultimo una strada alternativa che accontenti tutti i soggetti coinvolti, ma la strada è in salita».

Torna la calma e si comincia a ragionare di strade appunto in grado di aggirare, almeno in parte, la chiusura totale della Sovrintendenza.

Ancora il sindaco: «Qualche spiraglio può aprirsi con lo strumento del nuovo piano del commercio con il quale potremmo prevedere una sorta di mercato bisettimanale (come quello di via Paparelli, ndr) all’interno della piazza dei Miracoli». Una affermazione che spiazza in positivo gli ambulanti riportando serenità nell’auditorium. A spiegarla con qualche dettaglio in più è l’onorevole Ziello che nel frattempo si era unito all’assemblea. «Questa partita si deve giocare su due fronti – dice -. Il Comune nei confronti della Sovrintendenza proponendo un progetto, noi a Roma con il ministero per supportarlo. L’ipotesi a cui stiamo lavorando è quella di concedere piazza dei Miracoli per due, quattro giorni al massimo ai bancarellai ovviamente con strutture consone e concordate (si parla di due metri per due, su ruote, per altro già previste dall’attuale piano del commercio su aree pubbliche ancora in vigore, ndr), prevedendo magari anche una rotazione su più zone. Con questa ipotesi, alla quale deve lavorare il sindaco con le associazioni, possiamo avere forza di contrattazione con il ministero. Se mi accorgessi – sottolinea alzando i toni Ziello – che in questa fase di confronto qualcuno fa il furbo, a questo punto rompiamo tutto e andiamo avanti con il nuovo piano del commercio nel quale inseriremo le bancarelle». Il clima nell’auditorium è adesso cambiato rispetto all’inizio dell’assemblea. Qualcuno ringrazia il sindaco per «averci messo la faccia», ricordando di aver avuto più confronti diretti con lui in questi primi mesi che con il sindaco Filippeschi negli ultimi cinque anni. Un clima cambiato anche politicamente come sottolinea l’onorevole Ziello: «Sono dalla parte degli storici bancarellai del Duomo e le loro sofferenze sono le mie. Insieme al sindaco Michele Conti e con l’aiuto degli operatori e delle associazioni di categoria risolveremo l’annosa questione. Cosa è cambiato? Che noi siamo dalla parte degli ambulanti, mentre chi c’era prima no». —

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