Il presidio
Dal no alla moschea al bacio gay quelle “battaglie” sopra le righe
Si è affacciato sulla scena pubblica come portavoce del comitato “Il popolo decide” per il referendum sulla costruzione a Porta a Lucca
il personaggio
Spesso ben sopra le righe, sin da quando si è affacciato sulla scena pubblica pisana. Non è da ieri che Manuel Laurora fa discutere. E che fanno discutere i metodi usati per esprimere le sue opinioni. Da circa tre anni è periodicamente in prima fila nelle vicende del contrastatissimo progetto per la costruzione di una moschea a Porta a Lucca. Laurora è portavoce del comitato “Il popolo decide”, di fatto il comitato contro la moschea che infatti si era fatto promotore di un referendum sulla realizzazione del luogo di culto, senza ottenere il via libera dalla precedente amministrazione comunale.
Di volta in volta, nell’opposizione alla moschea, Laurora ha avuto a fianco esponenti sia di Forza Italia che di Fratelli d’Italia. Poi però alle elezioni comunali di giugno si è candidato con la Lega, «anche se da indipendente» sottolinea spesso Edoardo Ziello, deputato e segretario cittadino del Carroccio. Laurora, 43 anni, addetto alle consegne per una cooperativa di servizi, è stato eletto con 116 preferenze e così è entrato in consiglio comunale. In questi mesi si è fatto notare a ripetizione.
Ancora la moschea, in un caso, il suo cavallo di battaglia. «Grazie, Pisa. Sì, mi riferisco alla giornata della liberazione della città dall’arroganza del Pd. Hanno negato alla città la partecipazione, il confronto, il referendum e Pisa ha risposto davvero alla grande. Il 10 giugno è stato il “referendum day” sulla costruzione della seconda moschea voluta dal Pd e il 24 giugno è stato il “ballottaggio day” sulla costruzione della seconda moschea voluta dal Pd. E il Pd ha perso sia il 10 giugno che il 24 giugno», ha scritto sui social dopo le elezioni e, colpo a sorpresa, ha trasferito questo suo pensiero su alcuni muri cittadini dove sono comparsi manifesti firmati come portavoce de “Il popolo decide”.
Altri titoli “sparati” li ha conquistati per un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. Quando ha raccontato che fuori dal municipio pisano, in piazza XX Settembre, «due maschi si accarezzavano e si baciavano - si legge testualmente -. Facciano che cosa vogliono a casa loro, ma perché fare questi show davanti a turisti e bambini?». Poi, evidentemente stimolato dai commenti piovuti come la grandine, ha aggiunto: «Erano tipo palestrati e si slinguazzavano e accarezzavano davanti alla gente che passava». Atteggiamento definito più avanti «non amore», ma «perversione nel farsi vedere». Come ha replicato a chi gli chiedeva conto? «Non sono omofobo. Al prossimo consiglio darò un bacio al candidato sindaco del Pd Andrea Serfogli. Ma solo un bacio, sia chiaro». Qualcuno ci ha sorriso. Dopo l’espulsione di ieri dal consiglio comunale, i sorrisi sono spariti. Soprattutto sui banchi della Lega.
Francesco Loi
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