Meteo
Al via “Racconta la tua San Paolo”
Il Tirreno raccoglierà immagini e parole dedicate a questo importantissimo polo religioso e culturale prossimo alla riapertura e cuore del quartiere di Sant’Antonio
PISA. Un album di memorie, attraverso le immagini e le parole. Perché San Paolo a Ripa d’Arno è soprattutto vita: quella di un quartiere, Sant’Antonio, e di una intera città. Coppie di sposi, bambini che giocano, cresime, comunioni, battesimi. Momenti felici di persone che a questo luogo hanno legato le proprie emozioni, in qualche caso le scelte importanti della propria vita. Perché allora non contribuire a raccogliere questi ricordi, farne appunto un album in occasione di un appuntamento, la riapertura della chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno che è, a buon diritto, storico per questa comunità di persone?. L’idea, meravigliosa, è venuta alla professoressa Gabriella Garzella, presidente della Società Storica Pisana, che ha affiancato il consiglio pastorale di San Paolo nell’organizzazione della tavola rotonda di sabato 26 "San Paolo a REipa d'Arno. Storia, arte, restauro di uan chiesa restituita al culto" divenuta anche l’occasione per lanciare l’iniziativa “Racconta la tua San Paolo con immagini e parole”.
Una iniziativa nella quale il Tirreno sarà parte attiva per raccogliere e pubblicare le immagini e le parole di chi conserva - in un cassetto o nel proprio cuore - un ricordo di San Paolo. Il materiale potrà essere inviato all’indirizzo mail della redazione pisa@iltirreno.it o consegnato a mano presso gli uffici del Tirreno che a Pisa si trova in Corso Italia numero 84 (per informazioni 050502255).
«San Paolo è stato il polo generatore di un insediamento importante che oggi è il nostro quartiere di Sant’Antonio - spiega la professoressa Garzella - Una chiesa vissuta all’interno e all’esterno, negli anni più recenti l’unico spazio verde per i ragazzi di Sant’Antonio che veniva qui a giocare a pallone». Da queste riflessioni nasce l’idea «di raccogliere le testimonianze vive di San Paolo», spiega ancora Garzella. Che ieri ha mostrato la “foto numero uno” di questo album tutt’altro che immaginario. Una foto che presto vedrete pubblicata sulle pagine del Tirreno: la riapertura della chiesa di San Paolo restaurata dopo i bombardamenti. Era il marzo del 1954. La chiesa riapriva e la comunità ricominciava a vivere dopo le sofferenze, i lutti, i danni in gran parte irreparabili delle bombe.
Dagli anni Cinquanta ad oggi San Paolo è stata centrale nella vita di tanti. E tra i primi ricordi che vi proponiamo c’è quello di una bambina, oggi giovane donna, che sollecitata dalla sua insegnante dedico a San Paolo a Ripa d’Arno una poesia. Eleonora Brondi frequentava la seconda media dell’Istituto Santa Caterina, era l’anno scolastico 1999/2000. «Ricordo che la professoressa Maria Paola Guerri - racconta - me la fece leggere anche ad alta voce in classe ma mi ci dette 9… perché per lei Leonardo Fibonacci si era fermato a 9… il 10 non esisteva». Eleonora scrisse questi versi: «In mezzo ad una nevicata di pratoline/i neri tigli rivestono di verde/i rami ossuti./Al centro, la marmorea Chiesa,/bianca vela/che porta diritto al cuore di chi soffre./Arrivano i bimbi/gioiosi a giocare./Così è la primavera in Piazza San Paolo/un’umida lacrima/che riga il volto/di chi ritrova il sorriso». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
