Pd, Zingaretti arriva al 55% nei circoli della provincia
Chiuse le consultazioni: il dato di Pisa città in linea con quello totale, a Pontedera sfiora il 65%. La sinistra del partito prende il sopravvento sulle altre mozioni
PISA. «La svolta a sinistra si compirà, Zingaretti rischia di arrivare al 60% e gli altri si divideranno tutto il resto», era stato il pronostico di un big pisano del Partito democratico prima che iniziassero le consultazioni nei circoli. Previsioni azzeccate o quasi. Nicola Zingaretti, governatore del Lazio ed anti-Renzi, supera il 55% a livello provinciale (95 circoli). La mozione Martina-Richetti si ferma al 34% scontando in parte la divisione nell’area renziana, con preferenze (quasi il 9%) anche per la mozione Giachetti-Ascani.
Così il Pd pisano si affaccia alle primarie del 3 marzo per l’elezione del segretario nazionale. Lo spostamento a sinistra dell’asse provinciale non meraviglia. Sostanzialmente è in linea con quanto avvenne per la scelta del segretario regionale, con un testa a testa tra la renziana Simona Bonafè e il sinistra dem Valerio Fabiani. Stavolta però sul piatto di Zingaretti si sono posizionati anche l’ex deputato Federico Gelli e il segretario provinciale Massimiliano Sonetti, e altri come il consigliere comunale a Pisa Matteo Trapani. Hanno contribuito a fare la differenza rispetto ai numeri precedenti.
Sui territori comunali si sono registrate alcune particolarità. A Pisa, ad esempio, le percentuali sono state praticamente le stesse del livello provinciale, con Zingaretti al 55% o poco più e la somma Martina-Giachetti tendente al 43%.
Scenario invece differente a Pontedera, che a primavera andrà al voto per le comunali. Nella città della Piaggio, e di Sonetti, Zingaretti sfiora addirittura il 66% lasciando al tandem renziano, sempre sommato, poco più del 31%.
Si fa notare anche il risultato di Calcinaia (86 votanti): Giachetti 9 (10,47%), Martina 25 (29,07%), Boccia 1 (1,16%), Zingaretti 51 (59,30%), Corallo 0, Saladino 0. Calcinaia, che a sua volta andrà al voto, è il comune dov’è sindaco uscente la deputata renziana Lucia Ciampi. Zingaretti però anche qui raggiunge quasi il 60%.
«Quello della Toscana e di Pisa in particolare è un risultato straordinario», dice la consigliera regionale Alessandra Nardini, che aggiunge: «È emersa la consapevolezza di quanto sia fondamentale cambiare passo con decisione, essere nettamente distinti dalla destra, ricostruire un centrosinista aperto e plurale, tornare a rappresentare i bisogni dei cittadini. Ora tutto l’impegno è per le primarie del 3 marzo, per cambiare con Zingaretti il Pd e il Paese».
Ad interrogarsi sono i renziani, che comunque dall’esito delle consultazioni provinciali traggono nuovo slancio. «Ci troviamo davanti alle prime primarie senza un vincitore annunciato - commenta Mario Iannella, tra i coordinatori della mozione Martina -, uno scenario nuovo per tutta la comunità del Pd. Il dato provinciale testimonia questo: nonostante riposizionamenti ed aumento dell’affluenza che ha indubbiamente favorito la mozione Zingaretti, gli iscritti che negli anni passati e nello scorso congresso regionale hanno manifestato il proprio sostegno alle posizioni riformiste hanno confermato il loro voto alle mozioni Martina e Giachetti. Da questi risultati si riparte, nella prospettiva del 3 marzo». La mozione Martina, annuncia Iannella, prevede l’organizzazione di tanti momenti di confronto e programmazione in vista delle primarie. Per mercoledì 30 è previsto un incontro a Pisa con Maurizio Martina, che alle 18.30 sarà all’Arci Pisanova. —
Francesco Loi
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