Il Tirreno

Pisa

Consumano un euro di benzina: niente peculato per due dipendenti della Provincia

Pietro Barghigiani
Una tanica con della benzina (foto d'archivio)
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Una tanica con della benzina (foto d'archivio)

Pisa, il giudice accoglie la richiesta del pm: non doversi procedere per insussistenza del fatto. Avevano usato l’auto di servizio per un paio di chilometri

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PISA. Finisce con una sentenza di non doversi procedere per insussistenza del fatto, il procedimento penale per peculato d’uso a carico di due dipendenti della Provincia raccontato dal Tirreno il 30 novembre scorso. La sentenza del gip Giulio Cesare Cipolletta è stata letta nella tarda mattinata. Accolta la richiesta del pm Flavia Alemi. Un episodio avvenuto per cause di forza maggiore durante l’orario di lavoro - uno dei due aveva avuto un furto a casa e si stava recando al domicilio - che aveva comportato un uso della macchina per 2-3 km e un costo di un euro di carburante. Di qui la denuncia della Provincia contro i due tecnici - difesi dagli avvocati Stefano Del Corso e Alessandro Zarra - sottoposti anche a procedimento disciplinare.

Dopo una prima udienza risolta con un rinvio per un difetto di notifica, ieri mattina si è svolta la discussione conclusa con una sentenza che definisce la vicenda per quello che, secondo i sindacati, neanche doveva iniziare con un procedimento penale. «Finalmente una buona notizia: i due colleghi inspiegabilmente finiti in Tribunale con l'accusa (assurda) di danno erariale (pari ad un euro) sono stati assolti – scrive Antonio Piro dell’Usb –. La sentenza conferma quanto era già chiaro ai lavoratori e ai cittadini: i danni erariali sono ben altri e andrebbero perseguiti nelle sedi giudiziarie».

Secondo il sindacalista dopo la sentenza sono molti i capitoli da aprire. Al presidente Massimiliano Angori il sindacato generale di base chiede un rapido incontro su innumerevoli questioni aperte (utilizzo e funzioni della della polizia provinciale, convenzioni e esenzioni mediche nel sevizio viabilità, servizi tecnici e di controllo). «Allo stesso tempo crediamo che si debba focalizzare l'attenzione su ben altre questioni, per esempio i 14 milioni pagati dalla Provincia alle banche sui derivati o sui sedici milioni pagati per comprare la Gaslini» conclude Piro.

Con il collega Federico Giusti il sindacalista aveva definito la storia «tra il grottesco e il surreale che dimostra quanto la giustizia italiana in certi casi abbia smarrito ogni logica e ragionevolezza cercando dei colpevoli ad ogni costo, colpevoli da sbattere mediaticamente alla gogna. I dipendenti hanno ammesso la loro colpa, se tale è definibile, quella di essere passati da casa di uno di loro perché chiamati dal bisogno di un familiare. Stiamo parlando di un danno erariale di un euro di benzina per aver percorso due km di strada con il mezzo della Provincia». Secondo Piro e Giusti «la Provincia avrebbe potuto limitarsi come ha fatto a sanzionare con provvedimento disciplinare i due colleghi, chiudendo qui la vicenda».

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