Il Tirreno

Pisa

Fasciatura dimenticata provoca lesioni: paziente ottiene 211mila euro

Pietro Barghigiani
Fasciatura dimenticata provoca lesioni: paziente ottiene 211mila euro

Pisa, pensionato aveva subìto ulcere e necrosi al braccio destro. L’azienda ospedaliera propone l’accordo ed evita il contenzioso legale 

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PISA. Una fasciatura lasciata troppi giorni attorno a quel braccio sofferente. Un tempo prolungato e immotivato che alla fine aveva provocato una lacerazione della pelle dell’arto destro del paziente al punto da danneggiare in modo serio anche il tendine.

Quella che era iniziata come una causa per risarcimento danni alla fine si è risolta con un accordo tra le parti. Da un lato l’Azienda ospedaliera e dall’altra il paziente, 82 anni, di Capannori, assistito dall’avvocato Sandra Baldassarri di Lucca. Citazione a giudizio ritirata (era già calendarizzata in Tribunale a Pisa) con l’intesa raggiunta sulla transazione da 211mila euro.

L’ospedale non ammette responsabilità, ma per una questione di economia processuale e di eventuale rischio di pagare più di quanto è stato pattuito con la controparte decide di chiudere il contenzioso con un bonifico.

La storia del pensionato inizia a fine 2015. A Cisanello viene operato per la rimozione di un rene colpito da tumore. Intervento riuscito. E quello che accade dopo la sala operatoria che presenta qualche inciampo. Durante il ricovero il braccio destro, per esigenze post operatorie, viene fasciato dal personale del reparto. Solo che il tempo passa e quella garza non viene rimossa.

Un ritardo che provoca all’avambraccio del paziente una «lesione ulcero-necrotica bollosa con necrosi dei tessuti cutanei e profondi ed interessamento tendineo». Quando i parenti si rendono conto delle condizioni dell’anziano si rivolgono a un legale per chiedere i danni. All’inizio l’ospedale non voleva saperne di trattare. E, la conseguenza, era stata la citazione a giudizio.

A quel punto l’esito della consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice è servito per rivedere la posizione dell’Aoup che, acquisito anche il parere del comitato gestione sinistri, ha avviato una trattativa con il pensionato. La consulenza dava ragione alle legittime lamentele del paziente e imputava una serie di negligenze all’ospedale. Meglio non affrontare la causa civile e con una transazione l’Aoup ha chiuso il caso. 
 

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