Italia
“La bicicletta gialla”, una fiaba illustrata inseguendo la felicità
Presentazione domani a Palazzo Lanfranchi del libro in rima dedicato ai bambini scritto da Matteo Pelliti con i disegni di Riccardo Guasco
PISA. «La bicicletta gialla è un’idea di felicità raggiungibile. Un’idea che l’infanzia ha molto più chiara ed evidente e che, progressivamente, l’età adulta dimentica. L’idea che tutto è possibile, e che felicità e libertà coincidono. Magari proprio pedalando». Presentazione domani, sabato 19, della fiaba in ottava rima illustrata “La bicicletta gialla” (Topipittori, 2018) al Museo della Grafica, a Palazzo Lanfranchi, attraverso una conversazione con gli autori Matteo Pelliti e Riccardo Guasco, e presentazione di Tuono Pettinato.
«Nel gennaio del 2016 - ricorda Pelliti - inviai all’editore milanese Topipittori l’idea di una piccola favola intorno ad una bicicletta. Di biciclette parlava il mio primo libro di poesie, Versi Ciclabili, del 2007, e in quella raccolta di poesie dedicate alla bicicletta si trovava un testo, “Ricordo infantile”, in cui raccontavo la delusione di una bicicletta-rottame ricevuta in dono da bambino. Da qui è nata l’idea di questa storia, che lega insieme un padre, un figlio e una bicicletta gialla».
Pelliti non aveva mai scritto un testo per un libro illustrato e dedicato esplicitamente ai bambini. «Ma di una sola cosa ero assolutamente certo in quello che stavo scrivendo: avrei voluto Riccardo Guasco come illustratore, un artista che si è affermato a livello internazionale anche grazie alla sua originalità nel trattare il mondo della bicicletta e del ciclismo. Conoscevo i suoi lavori da tempo e con lui condividevo non solo l’amore per la bicicletta, ma anche precisi riferimenti estetici, come il gusto per l’arte del primo Novecento». Pelliti scriveva e intanto, d’intesa con gli editori Giovanna Zoboli e Paolo Canton («persone dalla sensibilità e cultura davvero uniche»), si è messo ad aspettare la trasformazioni in immagini della storia. Ma come vive un libro illustrato al tempo dei social? «Direi molto bene. Su Instagram ho iniziato ad usare l’hashtag #biciclettagialla per i miei avvistamenti o per quelli che gli amici mi segnalavano. Diversi avvistamenti mi sono arrivati dalla Germania, dove è utilizzata dai postini. Un giorno me n’è apparsa una proprio sotto casa: un ciclista in miniatura con una bici da corsa piccolina, naturalmente gialla, nella piazza sotto casa mia, a Pisa: un Giovannino perfetto. Poi, un giorno, non ricordo quando, ho visto qualche tavola realizzata da Riccardo, lo stile trovato, i tre colori, i personaggi, gli ambienti urbani, tutto prendeva la forma come di un sogno ricordato, concreto e fiabesco al tempo stesso».
«Guasco - aggiunge Pelliti - è riuscito, in ogni ottava, ad illustrare non solo il testo. Non soltanto i suoi disegni hanno dato forma, colori, linee, immaginazione alle parole che ho messo in fila, ma hanno tradotto anche il modo in cui ho scritto: i tre colori che lui usa sono un vincolo compositivo e narrativo analogo alla mia scelta di usare l’ottava rima, un gioco combinatorio antico di endecasillabi e rime incatenate. La poesia del segno di Riccardo sta, in questo caso, nell’aver tradotto i vincoli, il richiamo al passato, ad una narrativa epica in versi, che mi ero dato traducendo la minima situazione del desiderio di una bici nuova da parte di un bambino». —
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