Carciati scagiona Masi «Lui con la rapina non c’entra niente»
PISA. «Daniele Masi non c’entra niente con la rapina. È veramente estraneo ai fatti. Era rimasto a Pisa per un problema all’auto».
Marco Carciati, 43 anni, pisano, scagiona il 40enne di Pomezia in carcere dal giugno 2017 per la rapina alla gioielleria Ferretti in cui rimase ucciso uno dei due banditi, Simone Bernardi di Aprilia, colpito da Daniele Ferretti. Carciati e Gabriele Kiflè di Aprilia per quell’episodio sono stati condannati a 9 anni e 4 mesi in abbreviato e hanno fatto appello.
Davanti al collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco), Carciati ha ribadito che Masi, difeso dall’avvocato Vincenzo Dresda, non voleva partecipare alla rapina e che, anzi, li aveva dissuasi dal portarla avanti. Il pm Fabio Pelosi ha contestato al teste il punto in cui le sue prime dichiarazioni coinvolgevano Masi in una chiamata di correità che poi è stata negata anche con una lettera inviata al Tirreno in cui sosteneva l’assenza di responsabilità di Masi.
Nel corso dell’udienza durata dalle 14,30 alle 19 circa, è stato sentito anche un sottufficiale del nucleo investigativo dei carabinieri che ha ricostruito le indagini per risalire agli autori della rapina finita nel sangue. Prossima udienza a fine mese per sentire Kiflè, lo sparatore che esplose i colpiti di pistola contro Ferretti e la moglie, e l’imputato Masi. —
P.B.
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