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L’avvocato della Pagliarone: ricorso alla Corte di Strasburgo
L’annuncio del legale che anticipa anche un nuovo procedimento nei confronti dell’attore e regista per aver minacciato due testimoni
pisa. «Oltre che in sede civile per ottenere il risarcimento del danno conseguente ai reati subiti, solleveremo il caso alla Corte di Strasburgo per l’eccessiva durata del processo avallata dalle strategie difensive dell’imputato».
Lo afferma in una nota l’avvocato Maria Teresa Manente, responsabile ufficio legale della Ong Differenza Donna e legale di Patrizia Pagliarone in Cassazione.
«La Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da Andrea Buscemi assessore alla cultura di Pisa contro la sentenza di secondo grado – scrive Manente – che lo dichiarava responsabile del reato di stalking compiuto nei confronti della sua ex compagna a partire dal febbraio 2009 al novembre 2009 e ha rinviato al giudice civile il giudizio riguardo al risarcimento del danno che il Buscemi dovrà riconoscere all’ ex compagna».
Il processo penale si è concluso dopo 10 anni di giudizio avviato con la querela di Patrizia Pagliarone nel 2009 per «reiterate aggressioni fisiche, minacce, molestie, pedinamenti compiuti da Andrea Buscemi suo ex compagno perché non accettava la rottura del rapporto così come si legge nella sentenza della corte di appello di Firenze, sentenza che il Buscemi contrabbanda per assoluzione essendo invece intervenuta la prescrizione – prosegue la nota –. L’eccessiva durata del processo è stata determinata anche dalla strategia dilatoria del Buscemi così come rilevato dal giudice di primo grado. Il Buscemi durante il processo di primo grado è stato altresì sottoposto ad applicazione di misura cautelare per aver minacciato due testi per indurli a non testimoniare contro di lui. Attualmente pende procedimento contro Andrea Buscemi per questi reati la cui udienza è fissata per il 27 febbraio 2019».
La presidente della Ong Elisa Ercoli aggiunge: «Torniamo a chiedere con ancora più forza le dimissioni dell’assessore Buscemi. Non possiamo tollerare che questo signore resti alla guida della cultura del Comune di #Pisa e ci uniamo con forza alla richiesta della Casa delle Donne di Pisa perché rimetta il mandato». —
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