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Pisa

caos normale: il duello 

Dal ponte ai bolidi rumorosi gli attriti tra Lega e Barone

F.L. Altri servizi alle pagine 2-3
Dal ponte ai bolidi rumorosi gli attriti tra Lega e Barone

Rapporto complicato sin dall’inizio dell’ex direttore della Scuola con la nuova guida politica della città. L’attacco sull’Origins Bridge: scarsa sensibilità istituzionale

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PISA. «Le dimissioni del direttore della Scuola Normale, Vincenzo Barone, sono il giusto epilogo di una vicenda che rischiava di svuotare una delle identità più prestigiose del nostro territorio con progetti non concordati con i docenti, né con gli studenti. In ogni caso, massimo rispetto per Barone, pur non avendone condiviso i metodi da direttore». Così in una nota il deputato pisano della Lega, Edoardo Ziello. Toni assai più diplomatici di quel «Barone abbassi le penne» scritto dallo stesso Ziello in un post su Facebook in piena battaglia per lo stop alla “clonazione” della Normale a Napoli. C’è evidentemente la firma della Lega pisana sulle vicende che hanno portato alle dimissioni, mentre dentro la Scuola probabilmente non si aspettava altro che l’occasione giusta per disarcionare il direttore, accusato di eccessivo personalismo nelle scelte.

In realtà il dialogo con la nuova amministrazione comunale è stato spigoloso sin dall’inizio. Unica convergenza sulle iniziative di protezione e rispetto di piazza dei Cavalieri, dove ha sede la Scuola, dagli eccessi della movida.

La prima polemica, in modo curioso, era avvenuto in occasione dei test di ingresso alla Normale, a settembre, quando almeno un’ora della prova venne accompagnata dal rombo di Ferrari ed altri bolidi radunati in piazza dei Cavalieri. «Bisognerebbe riscoprire - l’attacco di Barone - il significato del concetto di rispetto».

Non da meno la polemica sull’Origins Bridge, il Ponte delle Origini che la Normale aveva pensato sull’Arno, alle Piagge, con sopra un’innovativa cittadella del sapere con aule e laboratori. Netta la bocciatura da parte del sindaco Michele Conti. «Una scelta - aveva replicato la Scuola - che priva Pisa di un progetto tra i più innovativi in Europa. Ci rammarichiamo per la scarsa sensibilità istituzionale con cui è stata gestita la recessione da un percorso prima condiviso». —

F.L.

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