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Pisa

lotta alle discriminazioni: la proposta 

«Finanziamenti diretti alle associazioni contro le giunte omofobe»

«Finanziamenti diretti alle associazioni contro le giunte omofobe»

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pisa. L’addio del Comune di Pisa alla rete regionale Ready, progetto toscano ma prima ancora nazionale che mette in comunicazione le amministrazioni pubbliche per promuovere iniziative contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, continua a far discutere.

A contestare la scelta dell’amministrazione pisana è, in particolare, la coalizione di della sinistra Diritti in comune. «Contro questa decisione - si legge in una nota di Diritti in Comune - è stata approvata oggi in prima commissione in consiglio regionale la mozione di Sì Toscana a Sinistra».

A presentarla i consiglieri regionali Paolo Sarti e Tommaso Fattori che hanno rimarcato la necessità di «arginare i tentativi della destra di destabilizzare il clima sociale: una destra cui non interessa superare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale». Il provvedimento ha trovato il sostegno anche delle consigliere regionali Alessandra Nardini (Pd) e Serena Spinelli (Mdp). Contrari, invece, Lega e Forza Italia.

«La Rete Ready (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), fondata su un’iniziativa dei Comuni di Torino e Roma, supporta le pubbliche amministrazioni nella realizzazione di attività rivolte alla promozione e al riconoscimento dei diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali) col fine di creare un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi», ricorda Paolo Sarti. «Nel nostro paese si assiste quotidianamente a gravi fenomeni di discriminazione legati all’orientamento sessuale e il clima sociale creato dal governo Cinque Stelle/Lega rischia di incrementarli. Col nostro testo, la giunta regionale Toscana s’impegna a prevedere canali di finanziamento diretto per le associazioni e i soggetti che si occupino di politiche antidiscriminatorie, senza dover passare necessariamente da giunte comunali che ostacolino questi necessari avanzamenti di civiltà. Una risposta di democrazia, civiltà e buon senso alle scelte omofobe di comuni come Pistoia e Pisa. Rivendichiamo l’importanza di sensibilizzare i cittadini a una cultura del rispetto di tutte le differenze, per creare città che accolgano chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere». —

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