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rivoluzione digitale 

Fattura elettronica, la partenza “soft” aiuta ma i costi comunque ci sono

Fattura elettronica, la partenza “soft” aiuta ma i costi comunque ci sono

L’avvio del nuovo sistema non ha creato disagi ma restano le perplessità di alcune categorie, a cominciare dai benzinai

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pisa. La preoccupazione negli imprenditori per l’introduzione dal primo gennaio della fattura elettronica era tanta: nuovi adempimenti, tutti tassativamente in via digitale, nuovi strumenti informatici da utilizzare, con l’Agenzia delle Entrate pronta a bacchettare in tempo reale eventuali errori.

Alla fine però le cose stanno andando meglio del previsto anche grazie ad una partenza comunque soft del nuovo strumento e soprattutto dei controlli. Il primo vero banco di prova ci sarà a fine mese, per coloro che emettono fatture con questa scadenza, e soprattutto il 16 febbraio con la prima liquidazione Iva.

Le imprese pisane sembrano aver affrontato bene questa rivoluzione, soprattutto coloro che già avevano dimestichezza con gli strumenti informatici. È il caso di Toscana Ristoro, azienda di San Giuliano nel settore delle forniture alimentari per le strutture ricettive, come spiega Michela Puccioni socia insieme al marito Marco Guzzardi. «Noi eravamo già abituati a gestire le fatture in via informatica ed a spedirle, ad esempio, ai nostri clienti via Pec. Quindi nessun problema dal punto di vista del software a parte l’aver dovuto firmare un contratto di assistenza per il 2018 e 2019 per mantenere i costi anche con l’arrivo della fattura elettronica. Qualche problema è stato contattare l’assistenza del nostro gestore in questi giorni». Per Michela Puccioni il banco di prova sarà a fine mese «quando emetteremo il grosso delle fatture – conclude -. Sicuramente con questo sistema informatico siamo sicuri che il nostro documento sarà recapitato. Non credo però che ci sia un grande risparmio di carta visto che comunque le archivieremo ancora alla vecchia maniera visto la tipologia della nostra attività».

Pochi problemi anche per Lisa Bonsignori, una delle due titolari insieme ad Erika Bertolani dell’agenzia di viaggi Erili in via Benedetto Croce a Pisa. «Non stiamo riscontando disagi particolari – spiega – anche perché noi eravamo già partite con la fatturazione elettronica per le pubbliche amministrazioni. La nostra attività è stata poi scelta da Confesercenti Toscana Nord per testare in via sperimentale il nuovo portale dell’associazione, avendo un riscontro davvero ottimo. L’unico piccolo disagio è il tempo maggiore che richiede l’utilizzo del sistema digitale: sia per la compilazione che per l’attenzione. Un errore al momento dell’invio crea molti più problemi rispetto al vecchio metodo cartaceo».

La questione dei costi è affrontata da Salvatore Ciulla, titolare del Residence San Rossore. «Abbiamo dovuto pagare un canone annuale all’azienda che ci fornisce il software considerando che noi in un anno movimentiamo circa 5-600 fatture tra entrate e uscite. Nella nostra attività rimane poi il cartaceo per le ricevute che emettiamo ai clienti privati. I vantaggi? Li vedremo. Sicuramente se qualcuno prima faceva il furbo non facendo la fattura, continuerà a farlo anche se esiste il sistema digitale».

I gestori di impianti di carburante sono coloro che, forse, hanno le conseguenze più pesanti dal nuovo sistema visto che le fatture elettroniche hanno sostituito, tra l’altro, le vecchie schede carburante cartacee. «Con l’obbligo di pagare con carte di credito e bancomat – spiega Marco Princi, gestore dell’impianto Esso in via Tosco Romagnola a Navacchio e presidente regionale del sindacato di categoria Faib -. Questo vuole dire commissioni bancarie a nostro carico che vanno ad incidere su margini davvero esigui sul venduto. Adempimenti dunque maggiori che gravano su un settore in crisi. Vedremo a fine mese poi se il software di cui ci siamo dovuti dotare non creerà problemi». —

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