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il bilancio delle attivitÁ 

Record per il Museo di storia naturale. Oltre 71.000 visitatori nel 2018 a Calci

Valentina Landucci
Record per il Museo di storia naturale. Oltre 71.000 visitatori nel 2018 a Calci

Premiano aperture no stop, nuove gallerie e mostre. Barbuti: «Col Polo museale toscano sfioriamo le 100.000 presenze»

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Nell’anno della grande paura i motivi per festeggiare si moltiplicano. La grande paura è quella delle fiamme che hanno devastato il Monte pisano e che nella notte del 24 settembre scorso hanno lambito anche la Certosa di Calci facendo temere il peggio. Ma la Certosa e i suoi infiniti tesori si sono salvati e hanno chiuso il 2018 con un nuovo record di visitatori per quanto riguarda una delle due anime dell’antico complesso. Il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa chiude l’anno con 71.033 visitatori superando di gran lunga il risultato migliore fino ad oggi registrato, quello del 2016, con poco più di 65mila biglietti staccati dal personale dell’ateneo.

Un successo che premia il grande sforzo di valorizzazione messo in campo dal direttore del Museo, il professor Roberto Barbuti, e del personale e che ha visto un affluenza di pubblico in crescendo anche nell’ultima parte dell’ano, dopo il tremendo rogo di settembre. «Nel periodo natalizio - spiega il direttore - generalmente non si registrano numeri significativi in termini di presenze turistiche ed invece quest’anno abbiamo avuto un vero e proprio boom di famiglie in visita al museo». Che beneficia certamente dell’orario di apertura praticamente no stop della struttura: 364 giorni l’anno. Tutti tranne il 25 dicembre. Non solo. Il 2018 ha saputo offrire al pubblico importanti novità: la nuova galleria dei mammiferi inaugurata lo scorso febbraio, alla quale è seguito il taglio del nastro del nuovo allestimento della galleria dei cetacei e della grotta del leone, le mostre dedicate ai dinosauri e quella in corso “Arthropoda. Viaggio in un microcosmo” affiancate da altre esposizioni temporanee (nove in tutto) di fotografia, pittura e scultura.

«I nostri visitatori - spiega Barbuti - aggiunti a quelli che mediamente fa registrare il Museo della Certosa monumentale sotto la gestione del Polo museale della Toscana ci consentono di sfiorare i 100.000 visitatori l’anno e quindi di essere uno dei siti più visitati della provincia di Pisa dopo piazza dei Miracoli e Palazzo Blu».

Da qui anche l’importanza di riuscire a raggiungere un accordo con il polo museale per una gestione unitaria delle due anime della Certosa. «Ci siamo incontrati anche di recente con il direttore Stefano Casciu - prosegue il direttore Barbuti - e abbiamo posto le basi intanto per una collaborazione sulla biglietteria che venga incontro alle esigenze del Polo museale costretto a fare i conti con la carenza di personale» . Più lungo, invece, il percorso per la nascita di una vera e propria Fondazione, progetto che comunque va avanti.

Il bilancio di attività del Museo di storia naturale per il 2018 prosegue con 15 conferenze a carattere scientifico e divulgativo, 1 congresso nazionale, 19 eventi a tema tra presentazioni di libri, aperture serali, spettacoli teatrali, eventi di divulgazione, oltre 1000 attività tra visite guidate e laboratori didattici organizzate durante l’anno scolastico 2017/2018, corsi di formazione per insegnanti, guide ambientali e operatori museali, campi per bambini durante le vacanze scolastiche. Ma la prestigiosa istituzione universitaria pensa già al 2019 «un anno intenso e ricco di novità - fa sapere l’ateneo - . In programma l’inaugurazione di molti nuovi settori espositivi: la nuova Sala dei Primati, la Sala dell’evoluzione degli Uccelli, la grande Sala dei diorami con i magnifici esemplari della collezione Barbero, la Sala sulla Biodiversità del mare e la Sala degli Orsi, oltre a molte altre proposte di eventi e novità. Con l’idea, alla base di tutto, che il Museo è un luogo vivo, accogliente e in continuo divenire: c’è sempre un motivo in più per tornare a visitarlo!». —


 

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