Italia
Nel presepe di paese bruciano gli olivi per non dimenticare il terribile incendio
A Nicosia Bruna e Libera Battaglini rievocano le fiamme «Devastano i nostri cuori». Parte delle offerte agli sfollati
Il frantoio vuoto, con gli olivi bruciati dall’incendio. È drammaticamente legato all’attualità il presepe di Nicosia realizzato da Bruna e Libera Battiglini e dalla comunità della frazione calcesana. E come ormai da 20 anni a questa parte la rappresentazione continua a crescere.
«Il personaggio è lo “speziale” – dicono le artiste – con il suo banco. Oggi le spezie hanno un valore nettamente inferiore a quello dell’oro. Difficilmente le considereremmo doni degni di un re. Ma le spezie e altri prodotti aromatici erano così preziosi e costosi nei tempi biblici che ben due dei Re magi le portarono in dono a Gesù, proprio insieme all’oro. Due esempi per tutti: l’olio di unzione e l’incenso sacro. Geova diede a Mosè le formule dell’olio di unzione e dell’incenso sacro. Entrambi contenevano quattro diverse spezie Milioni di persone in tutto il mondo continuano a utilizzarle nei profumi e nei medicamenti, oltre che per insaporire i cibi. L’invitante aroma delle spezie le rende popolari oggi proprio come migliaia di anni fa».
Le artisti hanno rappresentato lo «speziale al mercato, luogo di acquisti ma anche luogo di incontri, luogo di odori e di profumi. Odori e profumi di spezie e di erbe che avvolgono la nostra vita di tutti i giorni: pensiamo al sale che usiamo quotidianamente, pensiamo alle erbe della nostra macchia mediterranea che da sempre profumano il territorio o le nostre terre».
Così il mercante, con le sue erbe profumate, assume un significato forte per la comunità di Calci che lo scorso settembre è stata duramente colpita dall’incendio. «La speranza che i nostri monti tornino a profumare di erbe odorose il prima possibile – continua Battaglini – motivo per il quale quest’anno abbiamo però voluto dare al nostro presepio anche un altro significato: il frantoio vuoto, inattivo, contornato da un oliveto bruciato dall’incendio. Vuoto come i nostri animi durante l’incendio e subito dopo. Un modo, anche questo, per ricordare come il rogo abbia devastato i nostri monti, i nostri oliveti e i nostri cuori. Un modo per essere vicini alle persone che sono state colpite dall’incendio. Noi xalcesani però non siamo rimasti inattivi, anzi: ci siamo organizzati in mille iniziative per il recupero del territorio e per aiutare chi, nell’incendio, ha perso tutto o quasi. Anche una metà delle offerte che verranno raccolte durante i giorni di apertura del nostro presepio verranno destinate a questo scopo».
Il presepe rimarrà aperto fino alla Candelora, sabato 2 febbraio. Gli organizzatori «ringraziano di essere saliti a Nicosia e di aver visitato “Il Presepio che cresce”» e augurano a tutti «pace e serenità». «Vogliamo anche ringraziare – dicono – don Antonio, don Federico, Grazia, Pietro, Nadia, Paolo, Elena, Andrea, Anna, Claudia, Lorenzo, Donata, Martina, Carlo, Divio, Marlis, Maurizio, Alfio, Giuliano, Antonio, Manuela, Giulia, Lorenzo, Umberto, Gabriele, Silvia, Andrea, Lucia, Mattia e Daniele del gruppo “Presepio di San Casciano” e tutte le altre persone che, in qualche modo, hanno collaborato alla realizzazione e al montaggio del presepio che, ogni anno sempre di più, richiede tempo e impegno. Desideriamo ringraziare anche il Comune di Calci per la collaborazione e tutte le persone che si sono rese disponibili per tenere aperta la chiesa nel periodo natalizio. Un grazie infine a “Terra di Presepi” che ci ha dato la possibilità di essere inseriti in un percorso virtuale di presepi toscani». I canti natalizi che fanno da sottofondo musicale alla creazione sono eseguiti dal Coro di Nicosia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
