Il Tirreno

Pisa

Incendio Monte Serra, bimbo di 9 anni dona i regali di Natale a chi ha perso tutto

Stefano Taglione
Willy Schmitz, il beneficiario del regalo di Natale del piccolo
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Willy Schmitz, il beneficiario del regalo di Natale del piccolo

Il piccolo Giorgio ha preparato una busta coi soldi per la famiglia di Willy Schmitz l’agricoltore tedesco rimasto senza casa. La zia: "Vuole aiutarlo a rifare il tetto"

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A nove anni e mezzo Giorgio ha già tanto da insegnare. L’altruismo, la generosità, l’innocenza di un bambino che senza secondi fini rinuncia ai regali di Natale per donarli a chi è meno fortunato di lui. A chi ha perso tutto dopo il terribile incendio del Monte Serra. All’agricoltore tedesco Willy Schmitz e a sua moglie Satu Heinicke, fisioterapista alla Misericordia di Ponsacco. La coppia tedesca per amore della Toscana (e della natura) si è trasferita ai Ronchi, sopra Calci, perdendo tutto dopo il terribile rogo.

La casa, l’attività: qualsiasi cosa. E ora Giorgio, nel suo piccolo, vuole ridare loro un po’ di ossigeno. Un po’ di soldi – quanti non vuole dirlo, ma per lui tantissimi – per andare avanti. «Così ci comprano gli olivi, le attrezzature per lavorare o ci fanno un pezzo di tetto della casa», ha detto a sua zia Cinzia della Croce, operatrice socio-sanitaria all’ospedale di Cisanello e incaricata dal piccolo nella consegna del dono. «Lui si vergogna – dice – quindi andrò io. Non conosco personalmente né Willy né Satu, ma lo farò molto presto».

Giorgio vive con i genitori e la sorellina a Titignano, nel comune di Cascina, ma quasi ogni domenica va a mangiare dalla zia Cinzia, che vive in località San Lorenzo. «Noi siamo stati miracolati – dice la donna – perché il fuoco quella notte ha completamente circondato la nostra casa. Abbiamo avuto tantissima paura, poi il vento ha spostato il fronte delle fiamme verso la Verruca e la Torretta, sfiorandoci solamente. Tutto intorno è andato distrutto e siamo stati anche evacuati».

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Un’esperienza che il bambino di nove anni e mezzo – che l’ha vissuta attraverso le foto e i racconti in presa diretta della zia – non ha mai dimenticato. Per questo ha deciso di aiutare Willy e Satu, che la casa l’hanno vista sgretolarsi. «Quella notte la ricordo benissimo – ha detto l’agricoltore tedesco, piangendo a dirotto, nei mesi scorsi al Tirreno – dopo che siamo scappati, dal basso, vedevo la mia casa. All’ingresso avevo un sensore che lampeggiava. Poi non l’ho visto più: l’incendio lo aveva distrutto insieme alla villetta. Il giorno dopo, con una motosega prestata da un amico, sono tornato su. Non c’era più nulla. Ma la solidarietà dei calcesani è stata incredibile».

Anche quella del piccolo Giorgio, che si vergogna perfino a raccontarlo. Per questo lo fa tramite l’amata zia. «È da 20 giorni che nutre questo desiderio – continua della Croce – e ora che sono arrivati i soldi di genitori, parenti e amici lui ne ha messo un bel gruzzolo da parte per darlo a chi ha perso tutto. Il suo è un gesto bellissimo: io non ho nemmeno aperto la busta – semplice, verde e senza niente scritto – e non so nemmeno quanti soldi ci siano dentro. In verità non voglio neanche saperlo».

Il bambino, nei suoi desideri, vuole che Willy e Satu riprendano a coltivare la terra, ricomprando olivi, attrezzature o rifacendo parte del tetto. «Lui non sa esattamente quanti soldi ci vogliano per ricostruire una casa – conclude la zia – ma nel suo piccolo vuole contribuire. Ha grande passione per le piante e la natura e ogni domenica pomeriggio lo porto a fare le passeggiate sul Serra. Lui sul monte c’è cresciuto».

La sua famiglia ha salvato dal rogo due scoiattolini

La zia Cinzia della Croce li ha trovati smarriti e appena nati nel giardino di casa, subito dopo l’incendio dei Monti Pisani. Erano due splendidi scoiattoli, maschio e femmina, orfani della mamma morta nel rogo. Così sua sorella – la madre del piccolo Giorgio, veterinaria – li ha salvati svezzandoli e facendoli crescere in casa, visto che erano nati da pochissimi giorni. I piccoli animali verranno liberati a primavera sul Monte Serra, dove sono stati trovati, mentre ora stanno crescendo al sicuro in una voliera nella casa di famiglia, a Titignano. «Ora, dal bere il latte, sono passati ad avere una normale alimentazione», racconta Cinzia della Croce.
 

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