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Pisa

Il corpo di Davide restituito dall’acqua: il ritrovamento sulla spiaggia del Gombo

Sabrina Chiellini
Il corpo di Davide restituito dall’acqua: il ritrovamento sulla spiaggia del Gombo

Pellegrini era stato risucchiato dall’Arno nella notte del 12 dicembre mentre era con il padre a caccia di frodo

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PISA. Avranno almeno un corpo su cui piangere i genitori di Davide Pellegrini, 21 anni, scomparso nell’acqua del fiume Arno sotto gli occhi del padre la notte del 12 dicembre scorso.. Dopo giorni di angoscia e di inutili ricerche è stato il mare a restituire il cadavere di Pellegrini, nel pomeriggio di venerdì, ritrovato, poco dopo le 15, da un dipendente della tenuta di San Rossore sulla spiaggia del Gombo, una delle zone protette della Tenuta di San Rossore, all'interno dell’area del parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. Era riverso sulla battigia, dopo essere rimasto per giorni abbandonato alle onde e alla corrente.

Quella maledetta notte del 12 dicembre Davide si era tuffato nell’acqua gelida per cercare di recuperare il barchino con il quale insieme al padre aveva raggiunto un'area del parco dove andavano a caccia di frodo. Padre e figlio volevano tornare a casa il più in fretta possibile, cercavano di guadare l'Arno per raggiungere la strada e andarsene dopo avere ucciso un daino, trovato morto in acqua durante le ricerche del disperso e con una ferita compatibile con il fucile sequestrato poi dai carabinieri e appartenente ai due. Si pensava che la salma del ventunenne fosse sprofondata nella sabbia o già trascinata dalle correnti. Venerdì il ritrovamento che, se non allevia il dolore, darà alla famiglia almeno un corpo da abbracciare, su cui poter piangere.

La salma è stata identificata grazie ai tatuaggi che erano stati indicati dalla famiglia, e trasportata a medicina legale secondo quanto disposto dal magistrato che segue le indagini, Giancarlo Dominijanni.

Il dipendente della Tenuta di San Rossore, a quanto è stato spiegato, era sulla spiaggia quando ha visto il cadavere, parzialmente svestito, e ha capito subito che poteva trattarsi del giovane scomparso da giorni. Ha chiesto l’intervento dei carabinieri forestali che hanno recuperato la salma e informato la Procura del ritrovamento.

«È un momento molto difficile per tutto noi – racconta lo zio della vittima, Osman Volpi –. In queste notti avevo fatto un terribile sogno. Avevo visto mio nipote che veniva sollevato sulla spiaggia. A trovarlo e a prenderlo per una manica era il mio cane. Mentre l’altro braccio veniva sollevato da un altro cane, quello di mio cognato. Un dolore così grande che è anche difficile parlarne».

I genitori del 21enne sono stati subito informati del ritrovamento, è toccato ai familiari il triste rito del riconoscimento anche se già avevano fornito indicazioni per risalire all’identità dello sfortunato ragazzo, strappato ai suoi cari troppo presto.

Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Pellegrini. Quella notte il padre, che non si dà pace per quello che è successo, gli aveva chiesto di lasciare andare al suo destino il barchino. Ma Davide si sentiva forte, pensava di farcela a recuperarlo e invece è andato incontro alla morte.

Una tragedia così assurda su cui riflettere. Quella della caccia di frodo in San Rossore è una pratica diffusa, che avviene sempre nello stesso modo. La tragedia capitata a Davide chiede che si intervenga in maniera decisiva per contrastare il bracconaggio nell’area protetta.

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