Il Tirreno

Pisa

piromani 

Una lunga serie di incendi provocati da “insospettabili”

S; .C.

La provincia di Pisa  è spesso vittima di quello che viene definito “fuoco amico” e trovare i colpevoli è difficile

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CALCI. Quasi sempre a provocare gli incendi nei boschi è la mano dell’uomo. Una percezione che è stata subito chiara a Calci dopo il disastro del Monte Serra e che in provincia di Pisa la scorsa estate non è stata isolata. I sospetti che a distruggere il bosco sia il cosiddetto “fuoco amico”, portato da persone che lo conoscono bene, apparentemente insospettabili e che agiscono nel contesto dove vivono, ci sono stati anche in altre realtà. È successo nella zona di Pomarance e in Valdicecina, così come a Fauglia quando per colpa di roghi che si erano ripetuti nel tempo era stata evacuata a scopo precauzionale anche la struttura della Stella Maris, a Montalto. Ma non è facile sorprendere chi appicca le fiamme con dolo e le indagini non sempre riescono a trovare la strada della svolta, come invece è successo per Calci e come, pochi anni fa, era capitato per i boschi di Santa Maria a Monte. Nei territori colpiti da incendi dolosi le indagini finora non hanno mai portato a niente di concreto. Intanto, dopo i fatti di questi giorni, la notizia del fermo del presunto piromane poi trasformato in arresto e trattenuto in carcere al Don Bosco, i volontari dell’antincendio boschivo di Calci, cercando di andare avanti nella loro opera di impegno verso il monte. Ieri mattina il Gva di Calci insieme ad altre associazioni calcesane e di Vicopisano si sono adoperati per portare via i rifiuti alle famiglie di Montemagno che sono state colpite dal terribile incendio dello scorso settembre. Foto e resoconto dell’iniziativa sono stati pubblicati su Facebook dal presidente dell’associazione di Calci che attraversa, come tutto il mondo del volontariato e in particolare chi opera sugli incendi, un momento di grande difficoltà. E la stessa comunità di Calci si trova a fare i conti con una realtà molto lontana da quella che ha sempre immaginato. Nessuno infatti, a cominciare dal sindaco Massimiliano Ghimenti, che resta prudente, avrebbe mai pensato che le indagini arrivassero a questa conclusione. «Prima di dare giudizi e prendere decisioni aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso. Se poi sarà confermato che l’autore del rogo è di Calci ci farà doppiamente male», dice il sindaco.

In questa fase tutti aspettano che l’inchiesta giudiziaria faccia il suo iter. Ma l’idea del piromane seriale, perché questo pare si stia profilando, crea ancora di più imbarazzo e sconcerto. «Noi continueremo a svolgere il nostro compito con la passione di sempre», sono le parole del presidente dell’Aib. La voglia i andare avanti è testimoniata dal successo per le iniziative legate al monte. L’altra sera nella palestra di Calci è stata organizzata una cena di ringraziamento per i cittadini - sono stati circa 800 quelli che hanno aiutato - che si sono dati da fare per dare una mano ai privati. L’associazione Agro Ecologia ha organizzato l’iniziativa a cui hanno partecipato in tanti. —

S.C.

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