Il Tirreno

Pisa

Sotto l’albero dei pisani regali solo per gli italiani e un omaggio alla Fallaci

Valentina Landucci

Un’altra puntata della politica della ruspa della Lega che scende ancora una volta in campo contro la Caritas e approva l’intitolazione di una rotatoria alla giornalista fiorentina, proprio come ha fatto Cascina qualche mese fa

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il dibattito

Se avete in mente un Natale di serenità, tutti più buoni e disponibili all’accoglienza e alla comprensione, e a tenere da parte battaglie e propagande politiche, sappiate che quest’anno sotto l’albero troverete ben altro. Almeno a Pisa. Complice il nuovo corso imposto da chi è uscito vincitore dalle amministrative e ancor prima dalle politiche.

Il confronto tra le diverse posizioni si sta trasformando in una guerra. Di parole e di simboli. Ieri la ruspa contro le baracche dei Rom e il finanziamento di progetti di integrazione in Ateneo, oggi l’accusa rivolta alla Caritas di “fare politica” perché aiuta i poveri stranieri, domani (forse) l’intitolazione di una rotatoria alla giornalista fiorentina Oriana Fallaci fresca di approvazione in giunta comunale. Da una parte la Lega col parlamentare pisano Edoardo Ziello e il sindaco Michele Conti. Dall’altra ora l’arcivescovado e le sue istituzioni, ora le opposizioni di sinistra e centrosinistra, ora l’accademia pisana. Con buona pace, appunto, del Natale.

L’ultima puntata dello scontro in atto ormai da mesi vede ancora una volta protagonista la Caritas che ha denunciato in città «la presenza di segnali inequivocabili di xenofobia e razzismo, anche nei nostri territori, che sono evidenziati dallo slogan “prima gli italiani” che disconferma alla radice la prospettiva evangelica del “prima chi ha più bisogno”», dice il direttore don Emanuele Morelli. Parole che richiamano il senso profondo proprio della festa che si celebra in questi giorni di cui la natività è semplice e efficace rappresentazione. Oppure no. Oppure è solo propaganda, come afferma Ziello: «Io credo che gli ecclesiastici dovrebbero occuparsi di curare le anime e non di fare politica, ma da primo degli umili peccatori rimango fiero di portare avanti una politica che mette gli italiani al primo posto: dalle assegnazioni delle case popolari ai semplici contributi sociali. Sono sicuro che la stragrande maggioranza del mondo della Chiesa è dalla nostra parte e si sente umiliata ad essere rappresentata da certe persone che fanno del progressismo un dogma teologico». Quello stesso Ziello che, definiva «un problema» i preti che aiutano i Rom. E pochi giorni fa accusava l’Università di Pisa di sperperare i soldi di un finanziamento europeo ottenuto per un progetto internazionale di educazione e integrazione. A mitigare la dura presa di posizione ci prova la collega parlamentare leghista Donatella Legnaioli, non meno critica comunque rispetto alle accuse di xenofobia e razzismo. «La crisi purtroppo ha lasciato per strada centinaia di migliaia di nuovi poveri italiani – ha detto –. Un esercito silenzioso che spesso si vergogna e che si mette in fila, anche agli sportelli delle associazioni di volontariato, per chiedere un aiuto. È per questo che vorrei ringraziare i tanti volontari che aiutano i nostri connazionali in questa situazione di difficoltà. A loro, e non a chi cerca da qualche colonna di giornale una ribalta mediatica, va il mio grazie. Xenofobia e razzismo non appartengono alla Lega. La politica del nostro Governo sta facendo un grande sforzo, se però qualcuno pensa di fare meglio, può sempre togliersi gli abiti del moralizzatore e candidarsi alle prossime elezioni».

Intanto le elezioni a Pisa le ha vinte il centrodestra e la Lega detta la linea. Come nel caso del programma di mandato del sindaco Conti, accusato di discriminazione dalla sinistra e dal centrosinistra per aver messo in cantiere misure che favoriscono gli italiani nell’erogazione di aiuti da parte del Comune: dalle case popolari alle politiche sociali. Insomma il “modello Lodi” già bocciato dal tribunale di Milano perché «discriminatorio». La Lega pisana non sembra temere ricorsi al tribunale. E la linea è quella riassunta pochi giorni fa da Ziello: «Con la Lega al governo della città l’unica forma di integrazione che propone Pisa è quella della ruspa».

Così, di ruspa in ruspa, presto si andrà anche all’intitolazione di una rotatoria, quella tra lungarno Guadalongo e lungarno Fibonacci, a Oriana Fallaci. Una scelta “copiata” da quella del Comune (leghista) di Cascina che le ha intitolato una piazza nel giugno scorso, rendendo omaggio alla professionista fiorentina che tra le altre cose sosteneva nel suo “La Rabbia e l’Orgoglio” (Rizzoli, 2001) che «la nostra identità culturale non può sopportare un’ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell’altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri principi, i nostri valori. Sto dicendo che da noi non c’è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il fottuto chador e l’ancor più fottuto burkah. E se ci fosse, non glielo darei». —

Valentina Landucci

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