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«Un documento modello Lodi» stop del consiglio, poi la ripresa
Ciccio Auletta (Diritti in comune) pone dubbi «sulla legittimità della delibera» legata al Dup dopo il parere di “Altro diritto”: presenti profili discriminatori
PISA. Acque agitate in apertura della seduta del consiglio comunale di ieri, dopo che il consigliere Ciccio Auletta (Diritti in Comune) ha posto una pregiudiziale sul Documento unico di programmazione (Dup), uno degli atti legati al bilancio di previsione. Auletta ha chiesto «un parere di legittimità al segretario generale in merito ai profili discriminatori contenuti nel Dup e quindi sulla legittimità di discutere la delibera». Il riferimento è al parere redatto dall’Altro diritto onlus, Centro di informazione giuridica di secondo livello sul diritto degli stranieri, la tutela antidiscriminatoria per Anci e Regione Toscana, interpellato da Diritti in comune. Nel Duo, secondo il parere, emergono «profili discriminatori sia nella parte di indirizzo, sugli obiettivi strategici, che nella sezione dei programmi». Il Dup, si legge nel parere, «fornisce l’esplicita indicazione all’amministrazione di regolamentare ed emettere bandi che favoriscano i cittadini italiani, garantendogli un accesso prioritario in materia di prestazioni di sicurezza sociale in contrasto con la normativa europea sulla tutela antidiscriminatoria». La giunta leghista «prova a ricalcare il modello Lodi», l’attacco di Auletta.
A questa posizione, dopo un’interruzione dei lavori del consiglio, è stato contrapposto un ordine del giorno della maggioranza che ha sbloccato la situazione andando oltre il parere.
«Prima gli italiani, certo - ha detto il sindaco Michele Conti -. E ribadisco: non capisco perché certi nuclei familiari debbano andare avanti ad una commessa separata che prende 900 euro al mese con tutte le difficoltà che questo comporta».
Ad andare all’attacco è anche il gruppo consiliare del Pd. «Abbiamo cercato un confronto proponendo rilievi ed osservazioni, così come consentito dal regolamento del consiglio comunale - si legge in una nota -. In questo contesto abbiamo individuato punti specifici da correggere nel documento (i conti del Comune, le scelte sui ruderi di lungarno Galilei, l’Acquedotto Mediceo, la moschea; abbiamo suggerito l’inserimento di temi pressoché assenti (la questione sociale, l’aeroporto, le strategie per il litorale, il ciclo dei rifiuti, le pari opportunità); abbiamo invitato ad approfondire la riflessione su temi di grande rilievo (i giovani, la sicurezza, i rapporti tra Comune e mondo dello studio e della ricerca, le manifestazioni storiche. La risposta è stata una sola: tutto ciò che suggerite o proponete è politicamente incompatibile con le scelte dell’attuale maggioranza. Nella sostanza si è rifiutato il confronto e si è preferito ricorrere alla logica dei numeri senza neanche averne molto bisogno perché poi, alla fine, anche Veronese ha approvato il programma di mandato del Sindaco ed i 5 Stelle si sono astenuti. Comunque proprio per favorire il confronto il gruppo del Pd mette all’attenzione del consiglio una lunga serie di ordini del giorno». —
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