Il Tirreno

Pisa

Stazione Marconi, salta il progetto per colpa del Comune

Danilo Renzullo
Stazione Marconi, salta il progetto per colpa del Comune

Intracom Telecom ritira la disponibilità a finanziare i lavori «L’amministrazione ha dimostrato scarsa attenzione»

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Naufraga il piano per salvare la Stazione Marconi. Intracom Telecom, la multinazionale delle telecomunicazioni con sede in Grecia che si era offerta di cofinanziare il recupero dello storico edificio di Coltano, ha ritirato la disponibilità a contribuire con oltre 1,5 milioni di euro al progetto che avrebbe dovuto trasformare la struttura, da tempo abbandonata, in museo e polo di ricerca.

A pesare sulla drastica decisione quella che la società considera una mancata attenzione da parte dell’amministrazione. Eppure, a più riprese, con la vecchia e la nuova amministrazione, la multinazionale che controlla la Telecom brasiliana, argentina e greca ha cercato di accelerare i tempi per concretizzare il progetto da circa 3 milioni di euro che la società avrebbe finanziato per oltre la metà.

La decisione finale è arrivata giovedì scorso, quando l’amministratore delegato della multinazionale ha deciso di cancellare l’investimento a fronte di quella che è stata considerata una mancata volontà da parte dell’amministrazione di concretizzare il piano di riqualificazione della Stazione Marconi. In almeno due occasioni, negli ultimi mesi, i rappresentanti della società sono arrivati a Pisa senza riuscire a predisporre un cronoprogramma per raggiungere un accordo con il Comune. Incontri convocati e rinviati all’ultimo minuto e mancate risposte hanno spinto la multinazionale a dire addio ad un progetto che avrebbe potuto dare vita ad una cittadella delle telecomunicazioni. A pesare sulla decisione anche la richiesta avanzata da Intracom Telecom la scorsa estate di predisporre un documento con il quale il Comune si sarebbe impegnato a portare avanti la collaborazione intrapresa con la vecchia giunta.

Dopo quasi cinque mesi di attesa, la società ha deciso di fare un passo indietro. Intracom Telecom avrebbe voluto firmare un accordo con Palazzo Gambacorti entro la fine dell’anno ed inaugurare il cantiere entro i primi mesi del 2019. Sarebbe bastata una firma per dare il via ai lavori e sbloccare lo stallo che ha trasformato in un rudere l’edificio da cui Marconi sperimentò per la prima volta le trasmissioni a onde lunghe verso Nuova Scozia, terre d’Africa e Canada. L’intervento economico della multinazionale si sarebbe configurato come una sorta di sponsorizzazione nell’ambito del progetto di recupero avviato dalla vecchia amministrazione che puntava a trasformare la Stazione Marconi in un museo e, attraverso una collaborazione con l’Università, in un centro di ricerca ed innovazione sulle telecomunicazioni. Una soluzione che avrebbe permesso di accorciare notevolmente i tempi di recupero della struttura rispetto ad un eventuale piano di ristrutturazione totalmente a carico degli enti pubblici.

Per concretizzarlo il Comune dovrebbe infatti raggiungere un’intesa con il Demanio, proprietario del bene, per il definitivo passaggio di proprietà: lo scorso dicembre aveva ottenuto una concessione temporanea di due anni (scadrà a dicembre 2019) dopo oltre un decennio di pressioni. Con il passo indietro di Intracom Telecom, Palazzo Gambacorti deve affrontare una corsa contro il tempo. Entro il 2019 deve trovare le risorse necessarie alla riqualificazione (circa 3 milioni) e concretizzare il progetto. «Sono molto dispiaciuto, ma spero che il Comune riesca a trovare nel bilancio le risorse necessarie per coprire interamente la somma necessaria a riqualificare l’edificio - commenta Antonio Dell’Omodarme, presidente della Proloco di Coltano -. Se vuole dimostrare attenzione per la Stazione Marconi deve però iniziare a lavorare da subito». –



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