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Povertà, oltre 1.500 richieste d’aiuto: due terzi da stranieri
La Caritas attacca la Lega: segnali di razzismo anche nei nostri territori evidenziati da slogan come “prima gli italiani”. No, prima a chi ha più bisogno
«Non c’è più solo il problema della povertà del singolo, ma anche quello delle comunità sempre più disgregate e dominate dal peggior egoismo individualista», ha detto l’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, alla presentazione del rapporto sulla povertà della Caritas. Ed a proposito di comunità, il direttore della Caritas don Emanuele Morelli aggiunge: «Ci sono segnali inequivocabili di xenofobia e razzismo anche nei nostri territori, che sono evidenziati dallo slogan “prima gli italiani”, slogan che nega alla radice la prospettiva evangelica del “prima chi ha più bisogno”».
Veniamo ai dati del report sulla povertà che colpisce soprattutto gli stranieri. Sono 1.565 le persone incontrate dai centri d’ascolto della Caritas nel 2017, un dato sostanzialmente costante da quattro anni. Circa due terzi (1.005) sono stranieri e poco più di un terzo (560) italiani. La stragrande maggioranza (83,6%) vive in uno dei comuni della Zona Pisana (83,6%). Il 52,8 % è uomo e il 47,2% donna.
Gli stranieri residenti a Pisa sono 12.857, pari al 14% della popolazione complessiva, un’incidenza doppia rispetto alla media nazionale (8,3%) e significativamente superiore a quella regionale (10,7%), ma inferiore a Pontedera (15%) e Santa Croce sull’Arno (23,4%). La comunità più numerosa che si è rivolta ai servizi Caritas è quella del Marocco (146 persone, pari al 14,5% del totale), seguita dalla Romania (124; 12,3%) e dall’Albania (72; 7,2%).
In generale, si tratta di persone che vivono in Italia da molti anni: circa due terzi di essi (65,5%) è arrivato nel nostro Paese da almeno nove anni, mentre coloro che vi sono giunti per la prima volta nel 2017 sono stati appena il 2,4%, pari a 18 persone. «Non si tratta dunque di nuovi arrivi, collegati ai flussi di richiedenti asilo - spiegano i ricercatori della Caritas - ma di persone che vivono nel territorio da molto tempo e che o non sono ancora riusciti a liberarsi da una condizione di difficoltà e bisogno oppure vi sono ripiombati in conseguenza della crisi».
La graduatoria delle comunità straniere che si sono rivolte ai centri Caritas nel 2017 è completata da Macedonia (71; 7,1%), Filippine (69; 6,9%), Ucraina (55, 5,5%), Tunisia (54, 5,4%) e Georgia (32; 3,2%). Aumentano le famiglie che si nutrono grazie alla Cittadella della solidarietà. Sono in totale 1.681 le persone seguite e cioè il più 23,5% in un solo anno.
La Cittadella della Solidarietà è l’emporio di generi alimentari del Cep voluto da Benotto in occasione dell’850º anniversario dalla morte di San Ranieri. Complessivamente nel 2017 sono stati distribuiti 143.646 chili di generi alimentari per un valore economico di 655.740 euro. Sono 599 i minori che vivono nelle famiglie seguite dalla Cittadella della Solidarietà, corrispondenti a circa un terzo (33,2%) delle persone sostenute dall’Emporio. E nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di bambini, dato che 185 di essi hanno meno di 5 anni e 184 tra 6 e 10. —
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