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Toscana Pride, dopo 40 anni di nuovo a Pisa
Il corteo nella città che per la prima volta lo ospitò nel 1979 I promotori: «Porteremo qui la nostra rivoluzione d’amore»
pisa. Il Toscana Pride torna a Pisa. Si svolgerà nella città della Torre l’edizione 2019 della parata dell’orgoglio Lgbtqia (lesbico, gay, bisessuale, transgender, queer, intersessuale e asessuale), quattro decenni dopo aver ospitato la prima manifestazione del Movimento omossessuale italiano.
Ad annunciarlo sono gli organizzatori della manifestazione che nel 2016 a Firenze, nel 2017 ad Arezzo e lo scorso anno a Siena, ha portato in piazza più di 50.000 persone. A gennaio, il comitato promotore annuncerà la data della parata che avrà un valore speciale perché ricorre a 40 anni di distanza dalla prima marcia del Movimento omosessuale italiano che si tenne proprio a Pisa nel 1979. «Torniamo in piazza con lo stesso orgoglio e la stessa determinazione per difendere i diritti delle persone Lgbtqia, ma anche quelli delle donne, dei migranti e delle persone con disabilità - dichiarano gli organizzatori -. In un periodo storico in cui tutte le minoranze e i diritti faticosamente conquistati sono sotto assedio, minacciati da venti reazionari e da una cultura dell’odio basata sulla costruzione del nemico, porteremo per le strade di Pisa la nostra rivoluzione d’amore. A chi vuole ostacolarci nel cammino verso una società più inclusiva e più aperta - prosegue il comitato promotore, formato da oltre dieci associazioni -, risponderemo che non ci fermeremo mai, che alzeremo ancora di più l’asticella delle nostre rivendicazioni, per ribadire che non si può tornare indietro e che le unioni civili sono state solo il primo passo verso il matrimonio egualitario».
Proprio a Pisa che in questi mesi è stata al centro delle polemiche, sollevate anche dalle associazioni Lgbtqia su due fronti. Prima le dichiarazioni considerate omofobe di un consigliere comunale eletto con la Lega. Poi la decisione dell’amministrazione di uscire dalla rete regionale Ready contro le discriminazioni di genere. Motivi di attrito che potrebbero far pensare a una certa ostilità dei partiti di centrodestra al governo della città nei confronti dell’evento. Scenario smentito, però, dalle dichiarazioni del parlamentare leghista e segretario del partito di Salvini a Pisa Edoardo Ziello. «A Pisa, con la Lega, i diritti non si sopprimono. Anzi, si garantiscono. Compreso quello di manifestare liberamente il proprio pensiero. L’importante è farlo pacificamente, non uscendo mai dal perimetro dell'ordine pubblico, della legalità e del rispetto di chi, a differenza degli organizzatori del Toscana Pride, ha un orientamento sessuale differente e non condivide pratiche aberranti come utero in affitto e stepchild adoption». —
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